Terni, contro il "caro" prezzi ora la colomba di pasticceria si vende anche a fette e traina la ripresa

Terni, contro il "caro" prezzi ora la colomba di pasticceria si vende anche a fette e traina la ripresa
di Aurora Provantini
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Giovedì 14 Aprile 2022, 09:07

TERNI - La colomba traina la ripresa. E si vende anche a metà, nelle pasticcerie ternane. «E’ il dolce di Pasqua sicuramente più venduto, e perché possa essere assaggiato prima del pranzo di domenica la vendiamo anche a metà». E, se serve, si taglia anche a fette, per permettere a tutti di poter avere, in tavola, il giorno di Pasqua anche il dolce tradizionale. Così si sfida il "caro prezzi" nel nome della tradizione. 

Stefano Amici (Pazzaglia) non aveva mai sperimentato la “mezza” confezione. «Ma funziona e costa, come si può immaginare, la metà» - spiega. Chi vuole spendere meno e mangiare bene lo stesso, può potarsi a casa anche un quarto di pizza di formaggio. Che costerà, appunto, un quarto rispetto a quella intera. Chi, come Amici, propone porzioni e chi, come Luca D’Antonio (Pasticceria D’ Antonio) produce colombe più piccole. «La classica pesa un chilo, la piccola mezzo – spiega D’Antonio – e consente di abbinarla più facilmente ad altri prodotti tradizionali, nelle confezioni regalo. Io non divido nemmeno le pizze di formaggio, preferisco prepararle in versione mini, anche da 300 grammi. La scelta è dettata dalla necessità di offrire comunque un prodotto di qualità anche a chi è solo o non può spendere molto. Perché la Pasqua è una festa sentita, perché la colomba ne è il simbolo, e perché la pizza di formaggio ne rappresenta la tradizione locale».
Ai canditi, al pistacchio, al cioccolato. Ogni pasticciere ha la sua ricetta. «Proporre la colomba in formato ridotto – argomenta D’Antonio – ci consente di far conoscere le varianti della classica più facilmente. Tanto che ultimamente ne sto vendendo tre da mezzo chilo alla volta».
Tre colombe da mezzo chilo da D’Antonio, una (da un chilo) e mezza da Pazzaglia. La spesa dei ternani non supera comunque le 40 euro. E viene destinata soprattutto all’acquisto delle colombe. In calo, invece, le uova di cioccolato. «Diciamo che per le uova artigianali le vendite devono ancora partire», concordano i pasticcieri del territorio. «Non è ancora tempo di bilanci perché la gente sta cominciando a spendere in questi giorni - interviene Diego Petrelli (Evy) - ma per adesso in pole position ci sono comunque le colombe. Noi le sforniamo anche da quattro etti e debbo riconoscere che sono le prime a “volare”. Per le uova invece stiamo un po' indietro. Diciamo che, in generale, la Pasqua arriva in ritardo da noi».
Stava programmando una spedizione, Petrelli: «Colombe mignon scelte da un’azienda per augurare una buona Pasqua ai propri dipendenti». Nel 2021, quando le pasticcerie erano autorizzate solo all’asporto, la Pasqua era arrivata prima: «Le vendite erano partite in anticipo, adesso si respira aria di crisi».
«Per il momento la ripresa non si avverte - commenta Giulia Giocondi (Tonka) - e la gente è molto attenta a spendere. Compra una colomba da un chilo da consumare in famiglia o due da mezzo. Ma senza esagerare. Se i ristoranti del territorio sono sold out per Pasqua, il boom di prenotazioni da noi ancora non c’è stato. Ma la vigilia è alle porte e gli ultimi giorni, in genere, sono quelli decisivi».

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