Terni, dopo la pandemia disturbi alimentari in aumento del trenta per cento: open day dedicato alle famiglie

Terni, dopo la pandemia disturbi alimentari in aumento del trenta per cento: open day dedicato alle famiglie
di Nicoletta Gigli
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Martedì 14 Marzo 2023, 00:00 - Ultimo aggiornamento: 15:18

TERNI - Bulimia, anoressia e gli altri disturbi dell’alimentazione sono in deciso aumento. I dati dicono che la pandemia ha incrementato del trenta per cento queste patologie, che si manifestano in forme sintomatiche sempre più aggressive e improvvise.

Nel post covid stanno emergendo disturbi della nutrizione nella fascia d’età fino a 10 anni. Un fenomeno nuovo, su cui non esistono dati ma la certezza che, lavorando su questi primi segnali, è possibile ridurre il rischio che si sviluppi la patologia.

«Quando il cibo viene usato come modulatore dei propri stati d’animo non è più un alimento ma viene assunto per il suo effetto psicoattivo, come fosse una droga - dice il professor Augusto Pasini, direttore dei servizi di neuropsichiatria infantile e dell’adolescenza dell’usl Umbria2. Quando comporta un aumento di peso, un peggioramento dei parametri di salute (colesterolo, trigliceridi) si configura come un uso da cui si dipende ma ha effetti indesiderati importanti e su questo tema una campagna di educazione tra i giovani va assolutamente fatta.  Ci sono segnali che debbono mettere in allerta i genitori -  aggiunge Pasini. Quando un figlio o una figlia inizia a cambiare le proprie abitudini alimentari riducendo le quantità di cibo o diventando selettivo nella scelta degli alimenti, quando queste trasformazioni sono associate a cambiamenti nello stile di vita e nelle espressioni emotive è il caso rivolgersi a specialisti del settore».

A Terni c’è un’equipe multidisciplinare al lavoro per la diagnosi e la cura dei disturbi dell’alimentazione, una delle manifestazioni psicopatologiche più diffuse tra i giovani, che comunicano le proprie inquietudini attraverso un’alterazione delle modalità con cui si approcciano al cibo e al corpo.

L’ambulatorio specialistico, che opera in rete con altri servizi ospedalieri, i reparti di pediatria, medicina, il centro di salute mentale e il servizio psichiatrico di diagnosi e cura, e territoriali, medici di famiglia e pediatri, offre interventi di prevenzione, in rete con le istituzioni del pubblico e del privato convenzionato. «Il nostro obiettivo - dice il professor Pasini - è avere un ambulatorio dedicato per ogni servizio di neuropsichiatria infantile dell’usl 2». 

La giornata nazionale del fiocchetto lilla, che martedì e mercoledì vedrà la fontana di piazza Tacito illuminata col colore simbolo dei disturbi dell’alimentazione, diventa l’occasione per abbinare la ricorrenza all’impegno per prevenire e curare la patologia. Martedì e mercoledì, nell’ambulatorio di viale VIII marzo,  ci sarà l’open day dedicato alle famiglie, spesso sole e impotenti di fronte a disturbi che mettono a dura prova la gestione di bambini e adolescenti in “guerra” col cibo.

Dal mese di aprile il via ai gruppi dei genitori, perché non si sentano soli nell’affrontare patologie sempre più diffuse.

«Nelle prossime settimane - spiega Pasini - l’ambulatorio inizierà a raccogliere i dati sui disturbi della nutrizione nella fascia d’età da zero a 10 anni, volendo acquisire evidenze epidemiologiche e lavorare sulla prevenzione prima che si strutturi la patologia». 

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