Amelia, addio al locale Otto's
Vince il Coronavirus
«Il pub non è mordi e fuggi»

Giovedì 7 Maggio 2020
Massimiliano del pub Otto's
Otto’s saluta e se ne va. Il Coronavirus ha letteralmente travolto il pub di Massimiliano che dopo due mesi di inattività forzata ha dovuto decidere di chiudere il locale. «E’ stato un dolore - spiega- quando apri un locale ci metti l’anima, vivi fra i tavoli, in cucina, stai sempre a pensare a qualche prodotto particolare da inserire nel menù, a qualche musicista da invitare». Aveva aperto circa due anni fa Otto’s, e nel giro di pochissimo tempo si era costruito la sua nicchia di pubblico ed estimatori. Birre rigorosamente artigianali, ricercate, per intenditori o semplici appassionati. Pane impastato con farine a km zero, di canapa, farro «ho sempre cercato di proporre quello che piace trovare a me quando vado in un locale - spiega - sembra un luogo comune ma la qualità fa davvero la differenza». Un passato illustre quello di Massimiliano nella ristorazione, undici anni a Las Vegas che ne hanno forgiato esperienza e carattere. Una formazione che ha riversato tutta nel suo locale. «Purtroppo non è bastato- racconta ancora- in questo disastro globale l’entusiasmo e la voglia di fare contano ma ci sono fattori che non si possono ignorare e che invece possono fare la differenza». Nel suo caso un affitto da pagare e i lavori di adeguamento alla nuova normativa hanno dato il colpo di grazia alle speranze di ripresa.
«Il discorso economico ha pesato tantissimo ovviamente - precisa- ma bisogna tenere conto che in questa situazione è l’idea stessa di locali come il mio a decadere. Le persone vanno al pub per gustare una birra con gli amici, per ascoltare un pò di buona musica. Non è un genere di locale per il mordi e fuggi». Concerti, presentazioni di dischi, videoclip, Massimiliano in questi due anni si è spesso circondato di artisti emergenti ed affermati. «A metà gennaio abbiamo ospitato Le signorine Buonasera- ricorda- un gruppo ternano che ha deciso di girare da me il suo videoclip». Al di là del sodalizio professionale tanti sono diventati anche amici e clienti. «Da Otto’s ho presentato il mio primo disco- racconta Giuseppe Anastasi, cantautore - insieme a mia moglie Carlotta abbiamo fondato una piccola casa discografica (Giuro Music srl ndr) e Massimiliano ci ha ospitato in diverse occasioni per promuovere i nostri artisti. Che una città di più di 10.000 abitanti come Amelia perda un locale del genere è veramente triste». Anche fra i più piccoli Otto’s aveva raccolto consensi. Erano tante le famiglie che, magari in prima serata, decidevano di andare a cena. «Nooo - esclama Martino, 8 anni - dove potrò mangiare il fish and chips adesso?» Una chiusura che lascia l’amaro in bocca «perchè senti che non dipende da te- chiude- da come hai gestito le cose, ma arriva da qualcosa che ci è piombato addosso e ha stravolto le nostre vite”. Un resa temporanea però “perchè - confida - il locale l’ho chiuso, ho restituito le chiavi al proprietario la settimana scorsa, ma la partita iva è ancora aperta...».