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Il broker ed i sei milioni spariti,
caccia ai soldi
svuotati tutti i suoi conti correnti

Il broker ed i sei milioni spariti, caccia ai soldi svuotati tutti i suoi conti correnti
di Corso Viola di Campalto
3 Minuti di Lettura
Giovedì 26 Maggio 2022, 10:08 - Ultimo aggiornamento: 27 Maggio, 07:49

TERNI Ora è caccia ai sei milioni spariti nel nulla nel giro di pochi anni. Tutti risparmi di un gruppo di imprenditori e professionisti, affidati ad un assicuratore sessantenne ternano. Le prime indagini non hanno permesso di trovare traccia dei soldi perché il broker è risultato nulla tenente, conti correnti in rosso e tutte le sue case di proprietà (tre tra Terni e nel Marche) ipotecate da tempo. Lui non può spiegare dove siano perché si trova ancora ricoverato al Santa Maria in gravi condizioni e con problemi cognitivi dopo l’incidente che lo ha visto coinvolto il sei aprile scorso, quando alla guida di una potente Audi A 6 si è schiantato contro un albero lungo la strada che collega Narni a San Gemini. Nel frattempo almeno una ventina di risparmiatori ha scoperto di essere stata raggirata da un professionista sul quale riponevamo la massima fiducia. Il più esposto, due milioni, un ex titolare di una impresa di livello nazionale, ma c’è un noto imprenditore che ha visto andare in fumo un milione. Poi, via via gli altri. Tutti convinti che ora a risarcirli sarà la stessa assicurazione. L’ultima denuncia quella di un medico che avrebbe perso mezzo milione. Dopo le prime denunce si sta muovendo la procura (l’ipotesi di reato per ora è appropriazione indebita) l’attenzione degli investigatori si è subito incentrata sui movimenti dei due conti correnti del sessantenne, aperti in un’unica agenzia. L’assicuratore dopo aver chiuso la sua agenzia quasi tre anni fa ne aveva aperta un’altra, legandosi con un socio risultato completamente estraneo alla vicenda, ma il conto corrente legato a quella vecchia era rimasto stranamente operativo. Il modus operandi del broker era quasi sempre lo stesso, far accendere una polizza a lungo termine con il capitale garantito; la prima parte risultava regolare con i soldi versati che andavano alla casa madre, ma i seguenti bonifici venivano fatti fare dai suoi clienti nel conto corrente intestato all’agenzia chiusa dall’assicuratore e non alimentavano l’investimento voluto ma le tasche dell’uomo. Al posto dei cedolini ufficiali ne rilasciava altri farlocchi. Poi, i soldi venivano trasferiti velocemente in un conto corrente personale dal quale prelevava in continuazione somme di denaro. Dal 2020 ha effettuato decine di prelievi, sempre di somme importanti, per un totale di quasi 400 mila euro. Ma anche questi non bastano a comprendere dove siano finiti gli altri cinque milioni e mezzo. Così, si ripercorre la vita lavorativa dell’assicuratore, legato professionalmente per anni ad un importante studio di Rimini. Il broker per un periodo ha gestito i soldi di imprenditori e professionisti (anche umbri) che hanno usufruito dello scudo fiscale, varato nel 2009-2010 dal governo di Silvio Berlusconi per il rimpatrio e la regolarizzazione di capitali illegalmente detenuti all’estero con un’aliquota del 5 per cento. Appena arrivati in Italia molti di questi sono confluiti in polizze decennali. Intanto, la vicenda sulla voragine di soldi spariti si intreccia con il suicidio avvenuto il 5 maggio scorso del direttore dell’agenzia dove l’assicuratore aveva i due conti. Il bancario si era dimesso dall’istituto a fine aprile. Per ora nessun legame diretto, certo è che il procuratore del tribunale Alessandro Cannevale ha aperto un’indagine con l’ipotesi di reato di istigazione al suicidio. Per verificare se qualcuno abbia fatto pressioni tali da provocare la decisione del cinquantenne di uccidersi. Per quanto riguarda l’assicuratore si cerca di capire invece se ci siano delle corresponsabilità nella sparizione dei soldi.
 

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