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Terni, l'analisi dei rischi sul parco Rosselli conferma i timori: "Sito contaminato e rischio espositivo"

Terni, l'analisi dei rischi sul parco Rosselli conferma i timori: "Sito contaminato e rischio espositivo"
di Nicoletta Gigli
3 Minuti di Lettura
Giovedì 4 Agosto 2022, 20:25

TERNI - Le conclusioni dell’Analisi di rischio sanitario-ambientale del parco Rosselli confermano “la contaminazione del sito” ed “evidenziano profili di rischio espositivo da inalazione polveri e di lisciviazione in falda per taluni parametri”.

Nel sito “è ad oggi vigente specifica ordinanza del sindaco, che vieta la frequentazione delle aree esposte al rischio. L’Adr non mostra profili di rischio non accettabile per esposizioni all’esterno dell’area individuata dalla stessa ordinanza”.

E’ quanto si legge nel documento trasmesso alla direzione ambiente del Comune dalla società incaricata di svolgere l’analisi dei rischi sanitari e ambientali sul sito del parco Rosselli, chiuso da anni e al centro di accurate analisi sui terreni.

La riqualificazione del Parco Rosselli rientra nel pacchetto di interventi promossi dal Comune con il “Progetto Interest Terni per Terni Est”, ammesso a finanziamento dalla presidenza del consiglio dei ministri nell’ambito del “Programma straordinario di intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie delle città metropolitane e dei comuni capoluogo di provincia”. Per il parco Rosselli, è stato redatto il “Piano di caratterizzazione”, finalizzato a definire dettagliatamente le attività di indagine  volte alla valutazione dello stato di inquinamento delle “matrici ambientali” suolo e acqua.

Nel 2015 il parco era stato interessato da crolli di alcune alberature per il maltempo, che avevano messo in luce la presenza di materiale antropico nell’apparato radicale. Le analisi chimiche condotte sul materiale prelevato hanno “evidenziato uno stato di potenziale contaminazione del sito, notificato alla Regione Umbria e agli altri enti competenti”.

Il piano di caratterizzazione è stato approvato dalla Regione Umbria, nel 2020 sono state avviate le procedure di gara e nel 2021 appaltati i lavori per l’esecuzione delle indagini previste. Sono stati realizzati sei sondaggi superficiali fino alla profondità di circa dieci metri dal piano campagna e tre sondaggi attrezzati a piezometro profondi 25 metri. La campagna di analisi dei suoli, estesa a tutta l’area del parco, per un totale di 11mila e 300 metri quadrati, ha evidenziato la presenza di “materiale di riporto per uno spessore variabile tra i quattro e i nove metri, ascrivibile a materiali da costruzione e a materiali di derivazione siderurgica”.

Le conclusioni dello studio hanno messo in luce, per il suolo superficiale, “il rischio cancerogeno R (HH) superiore alla soglia di accettabilità per il parametro piombo, un indice di pericolo per il cobalto e un superamento per il rischio cumulato outdoor. Inoltre è presente un rischio per la risorsa idrica Rgw (GW) derivante dalla lisciviazione del Nichel.  Per il suolo profondo sussiste un rischio per la risorsa idrica, legato alla lisciviazione dei parametri: Nichel, Rame, Cobalto, Antimonio, Arsenico e Piombo. Non sono state invece individuate situazioni di rischio per i recettori situati all’esterno dell’area del parco".

Il documento è stato già trasmesso agli enti competenti per la relativa approvazione in conferenza di servizi. Solo successivamente sarà possibile definire gli interventi di messa in sicurezza da attuare sul sito, per garantire la futura fruibilità dell’area, dove continuano a essere in vigore le ordinanze sindacali emanate nel 2017 e nel 2021 di interdizione delle aree del parco e di quelle limitrofe.

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