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«Luis, ecco il testo dell'esame». Le richieste dei pm, la prova regina della «farsa» e i dubbi sui concorsi dei docenti

Martedì 8 Dicembre 2020 di Egle Priolo
«Luis, ecco il testo dell'esame». Le richieste dei pm, la prova regina della «farsa» e i dubbi sui concorsi dei docenti

PERUGIA - «Mi chiamo Luis e sono nato a Salto, in Uruguay. Io faccio il calciatore da 15 anni. Gioco spesso alla Playstation. Mi piace molto stare in compagnia dei miei amici per bere il mate. Mi piace fare il barbecue con la famiglia. L'esame di italiano mi serve per il mio lavoro». Così ha risposto Luis Suarez il 17 settembre alla prima parte del suo esame di 20 minuti all'Università per stranieri per ottenere il livello B1 necessario per la cittadinanza che gli serviva per andare alla Juventus. Peccato che le domande e le risposte le avesse sul suo computer già dal 10, inviate dalla professoressa Stefania Spina, indagata e sospesa per otto mesi insieme alla rettrice Giuliana Grego Bolli, al dg Simone Olivieri e all'esaminatore Lorenzo Rocca.

Ecco la prova regina, quella pistola fumante per incastrare chi ha facilitato il compito al Pistolero trovata dalla procura di Raffaele Cantone – e riportata nella richiesta di arresti domiciliari, poi trasformata in sospensione dal gip - nel computer della Spina. E pure all'interno della memoria del suo cellulare, per aver inviato lo screenshot che provava il reato di rivelazione di segreti d'ufficio a un altro professore. Dal pc della professoressa - impegnata su richiesta del dg a tenere un corso full immersion a Suarez per farlo passare dal «non spiccica 'na parola» a un B1 - nei giorni successivi, l'11 e il 12, sono poi partiti gli altri pdf con le successive parti dell'esame, che il calciatore avrebbe dovuto imparare a memoria per superare la prova a palazzina Prosciutti. I pdf con altre domande e risposte e pure la descrizione di quattro foto che – come riportato dal Messaggero il 27 settembre scorso – gli sarebbero state sottoposte: una famiglia che fa la spesa al supermercato e compra un cocomero, un papà che fa la lavatrice con il figlio, un’insegnante accanto a uno studente e un’allegra famigliola che insapona i piatti.
«Buonasera Luis, ecco la lezione di oggi e il testo per l'esame», scrive la professoressa Spina nella mail del 12 che contiene anche la conversazione (Ciao, come va, come ti trovi) che avrebbe dovuto sostenere con la commissione. E che già, secondo le risultanze delle indagini della guardia di finanza, era stata – è il caso di dirlo – provata in allenamento con lo stesso Rocca. «Alla preparazione del candidato si è prestato pure lo stesso esaminatore – si legge nella richiesta di misure cautelari dei pm Cantone, Paolo Abbritti e Gianpaolo Mocetti – che però, da regolamento, non avrebbe potuto avere rapporti di docenza con il candidato, tanto è vero che si era inizialmente rifiutato, di fronte alle richieste di Olivieri, di effettuare lui stesso il corso intensivo a Suarez; ed invece, come emerso dalle foto estratte dal suo cellulare, ha anche tenuto una simulazione d'esame al calciatore, nella quale lo si vede mentre gli mostra davanti alla webcam le immagini che avrebbe poi dovuto descrivere in sede di esame».

«I CONCORSI PER GLI AMICI»
Modalità che fanno parlare la procura di «recita» e per cui, secondo i pm, «la vicenda della falsa certificazione linguistica rilasciata a Suarez non è tuttavia l'unica di questo genere che merita un approfondimento investigativo. Dalle perquisizioni sono emersi elementi che fanno desumere che l'attuale dirigenza dell'UniStra sia disposta a concedere certificazioni di lingua, in assenza dei presupposti, non soltanto a noti calciatori ma anche a chi altro possa vantare “agganci” con qualcuno degli indagati». E non solo. «Dalle indagini sono inoltre emersi fondati indizi relativi alle procedure di selezione dei docenti e dei dottorandi dell'UniStra. Si tratta, in particolare, dei concorsi per professore universitario di prima fascia banditi a febbraio scorso e destinati – nelle intenzioni degli indagati – a quattro professori associati “interni” da promuovere ad ordinari». Di cui tre – compresa la Spina – sono stati messi immediatamente sotto contratto, mentre il quarto è stato superato da una candidata esterna che però non è stata assunta, finché la sua posizione non è decaduta per l'inerzia dell'ateneo, tanto da spingerla a fare ricorso. La vicenda dei concorsi per docenti ordinari e dottorandi «si intreccia a doppio filo», scrive la procura, con quella di Suarez: «È infatti in queste procedure che si trova la spiegazione al perché una professoressa ordinaria come la Spina si sia prestata ad effettuare un corso ad personam e a concorrere nei gravi reati sopra illustrati: la docente si trovava in una posizione quanto meno di “debito di riconoscenza” verso la rettrice Grego Bolli perché questa si è ampiamente adoperata nei mesi passati e ben oltre il lecito, per far conseguire alla Spina l'abilitazione scientifica nazionale, titolo necessario per partecipare al concorso che poi ha vinto».
Tutte accuse che i quattro dipendenti sospesi avranno modo di contestare, assistiti dagli avvocati David Brunelli, Francesco Falcinelli e Cristiano Manni, durante gli interrogatori davanti al gip Piercarlo Frabotta previsti tra domani e dopodomani.

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