Strage del Broletto, condannato il medico che firmò il certificato a Zampi

Sabato 20 Giugno 2020 di Egle Priolo
PERUGIA Strage del Broletto, la Corte d'appello di Firenze ribalta un'altra volta la sentenza per Patrizio Sabatini, il medico di base di Andrea Zampi che firmò il certificato che consentì all'uomo di detenere il porto d'armi e la pistola con cui il 6 marzo 2013 uccise le impiegate della Regione Daniela Crispolti e Margherita Peccati, per poi suicidarsi.

Il medico, oggi 69enne, è stato infatti condannato a un anno (pena sospesa) per omicidio colposo nel giudizio di appello bis che si è tenuto a Firenze. Il professionista, difeso in tutti questi anni dall'avvocato Franco Libori, ha sempre professato la sua innocenza e la correttezza del proprio operato, sottolineando non solo la mancanza del nesso causale tra la sua firma e il duplice omicidio, ma anche che sarebbe stato tratto in inganno da Zampi sulla disposizione del certificato. Linea difensiva accolta dal gup Luca Semeraro che, nel processo di primo grado con rito abbreviato, lo assolse. La Corte di appello di Perugia, invece, accolse la richiesta di condanna a un anno avanzata dal procuratore Giuliano Mignini, contro cui Libori fece ricorso davanti alla Corte di cassazione, che annullò la sentenza con rinvio appunto alla Corte di appello di Firenze.

Una battaglia giudiziaria che si è conclusa ieri con un nuovo ribaltamento per il medico che firmò quel certificato anamnestico per il rilascio del porto d'armi a Zampi, nonostante le sue condizioni di salute mentale. Per la strage del Broletto, una delle pagine più cupe e dolorose della storia di Perugia, ricordata con commozione ogni anno per il sacrificio delle due incolpevoli dipendenti regionali, furono indagati anche funzionari e dirigenti della questura poi prosciolti e assolti. Ultimo aggiornamento: 13:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA