Sprazzi di Uj, l'Arena canta e balla con Angelique Kidjo

Angelique Kidjo a Umbria jazz 2021
di Fabio Nucci
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Sabato 17 Luglio 2021, 16:11 - Ultimo aggiornamento: 16:13

PERUGIA - Ci voleva Angelique Kidjo per far ritrovare al pubblico di Umbria jazz un po' di allegria e di colore. Si canta e si balla ma le canzoni del suo ultimo album "Mother nature" aprono una finestra su autentici pezzi di vita. Momenti autobiografici nei quali tutti possono identificarsi. Un tema più volte toccato con riferimento a come trattiamo il nostro pianeta ma anche il nostro prossimo. "Si sente dire sempre io, io, io.. è il momento di dire noi, noi, noi. Che mondo lasceremo ai nostri figli e ai nostri nepoti?". E ancora. "Come si può arrivare a odiare un'altra persona solo perché arriva nel tuo Paese da un altro posto?". Il riferimento è anche alla rabbia e all'odio che imperversano senza controllo nella rete.
La cantante 4 volte premio Grammy è andata oltre questa edizione "essential", trasportando l'Arena Santa Giuliana in un mondo di voci, colori e suoni, tra ritmo e movimento, coinvolgendo chi ha sfidato i 18° di Perugia. "Fa freddo e state seduti? Oh Jesus, alzatevi e ballate". Così l'African Odissey prende forma sfiorando Bob Marley e Talking Heads, incrociando Celia Cruz ("Stasera sento molto feeling con lei") e  Myriam Makeba. "Se non conoscete la prossima canzone vuol dire che non vivete sulla Terra". Ed ecco Pata Pata. Il pubblico ormai è in piedi, tutto in platea anche chi aveva iniziato la serata in gradinata: canta e balla rispettando le distanze ma ritrovando quel calore che a questa edizione mancava. Sarebbe troppo dire Dignità, ma non nel significato veicolato da Angelique, con riferimento al Blake lives matters. "Chi lavora nella polizia deve avere dignità, ma anche le persone che devono difendere devono mantenerla". La voce della libertà che invita a sfidare i bulli senza usare la forza fisica ma il potere della parola. "Be smarter". 
Il patron di Umbria jazz Carlo Pagnotta lo aveva detto dopo il forfait di Ben Harper che avrebbe dovuto esibirsi la stessa sera, il 16 luglio: "La Kidjo è un personaggio di caratura internazionale, non lo farà rimpiangere". Promessa mantenuta, peccato solo per l'ora e mezza scarsa di musica in una serata che in tempi normali sarebbe stata infinita. Ma come dice Annika Larsson, Ufficio festival Uj: "Quest'anno l'importante è esserci". 
 

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