Maggioranza a pezzi, a Spoleto la crisi diventa irreversibile

Giovedì 29 Ottobre 2020 di Ilaria Bosi
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Maggioranza a pezzi, dopo il caos ospedale la crisi diventa irreversibile. A ufficializzare uno scontro che covava da tantissimi mesi, sono stati ieri i vertici regionali di Lega e Fratelli d’Italia, con il deputato Virginio Caparvi e il senatore Franco Zaffini protagonisti di un attacco senza precedenti al sindaco Umberto De Augustinis. Il ricorso al Tar? “Un atto gravissimo – sostengono i due – e istituzionalmente maleducato, socialmente e sanitariamente irresponsabile”. Una raffica di accuse che pesano come macigni, ma di fronte alle quali il primo cittadino replica stizzito, rivendicando il suo ruolo in difesa della città e restituendo al mittente l’accusa di irresponsabilità. Una burrasca annunciata, che è l’anticamera alla mozione di sfiducia cui – da qualche tempo – stanno pure lavorando almeno tre consiglieri della Lega. Già, perché se Fratelli d’Italia ha chiarito la sua posizione abbandonando in blocco la maggioranza, la Lega esce da questo braccio di ferro totalmente spaccata. E Caparvi? Sul punto, il segretario regionale non si pronuncia. Eppure il caos ospedale è stato la cartina di tornasole della situazione attuale: consiglio comunale spaccato come non mai e maggioranza e opposizione che si mescolano, lasciando intravedere – almeno astrattamente - anche un possibile ribaltone. Qualche numero. Contro il sindaco si sono schierati apertamente 10 consiglieri, firmatari di un documento in difesa dell’ospedale alternativo a quello sottoscritto da 6 capigruppo su 8. Una posizione, quella dei 10, che ha ricevuto il plauso pubblico di Zaffini e Caparvi. Del gruppo “alternativo” fanno parte i leghisti Fedeli, Proietti e Loretoni, Morelli di Forza Italia (altra forza di maggioranza), i civici all’opposizione Profili, Settimi e Frascarelli e i tre meloniani Polinori, Di Cintio e Santirosi. Le iniziative del sindaco sono invece state sostenute – in modo più o meno aperto - dai restanti consiglieri: Cretoni, Pompili, Fagotto e il capogruppo Militoni per la Lega,  il capogruppo di Fi Ugolini, i civici di maggioranza (Ranucci, Montesi e Mancini) e – per la minoranza - l’intero Pd (Lisci, Laureti, Erbaioli, Trippetti), Renzi (Ora Spoleto) e la capogruppo di Spoleto Popolare, Maria Elena Bececco. Nell’attacco frontale al sindaco, Caparvi e Zaffini argomentano contestualizzando la decisione sull’ospedale nella fase di piena emergenza e, ricordando gli effetti devastanti che avrebbe potuto avere un accoglimento della sospensiva da parte del Tar, ritengono superfluo e controproducente per la città il contrasto con la Regione, viste anche “le garanzie date dalla presidente Tesei” per il ripristino, post emergenza, delle funzioni dell’ospedale, che potrà beneficiare – secondo i parlamentari – anche di un potenziamento. De Augustinis, dal canto suo, non lascia cadere una virgola e, ribadendo le sue ragioni – che a suo avviso coincidono con quelle della città – stigmatizza ancora una volta la decisione “imposta” e chiosa: bollare un ricorso al Tar come hanno fatto Zaffini e Caparvi, “significa delegittimare una difesa istituzionale della città lasciando spazio, in modo veramente irresponsabile, a proteste che potrebbero proporsi in modo incontrollato". 

 

L'intervento integrale dei coordinatori regionali di Fdi (senatore Franco Zaffini) e Lega (onorevole Virginio Caparvi) e la replica del sindaco di Spoleto, Umberto De Augustinis

“L'impugnazione del sindaco di Spoleto dell'ordinanza regionale davanti
al Tar rappresenta un atto gravissimo, istituzionalmente maleducato,
socialmente e sanitariamente irresponsabile stante l’emergenza della
forte recrudescenza del virus, ma di più totalmente inutile viste le
ripetute garanzie date dalla presidente Donatella Tesei.
Qualora il Tribunale amministrativo regionale avesse deciso per la
sospensiva, si sarebbe aperto uno scenario folle di blocco totale
dell’ospedale in tutte le sue funzioni, SIA COVID che NON COVID. Senza
qui considerare il rischio concreto di gettare la Città in
quell’isolamento già visto in passato proprio nel momento in cui si
stanno decidendo le nuove linee programmatiche della Sanità regionale.
Giova qui ricordare che la governatrice Tesei ha chiaramente detto che è
intenzione della Regione potenziare l'ospedale di Spoleto alla fine
della pandemia e di dare le risposte che servono alla città, portando a
compimento un percorso che la sinistra mai aveva prospettato, cioè
quello della definizione e del potenziamento del presidio ospedaliero di
Spoleto in una ottica di esclusività e di integrazione con gli altri
Ospedali Umbri, su questo percorso noi stessi, e i nostri rispettivi
Partiti, ci poniamo, ove necessario, come garanti.
A tale riguardo, benissimo hanno fatto i 10 consiglieri comunali
spoletini che per il bene della città hanno elaborato un documento serio
che traguarda il futuro, chiedendo ampie garanzie e atti tangibili per
la salvaguardia e la valorizzazione della struttura ospedaliera
territoriale. Non si sono prestati alle cialtronerie, ai facili
populismi e a strumentalizzazioni evidenti, garantendo una corretta
rappresentazione di ruolo in un momento così difficile e grave, è a loro
che noi guardiamo con grande rispetto a prescindere dalle appartenenze
partitiche”.
 

LA REPLICA

In merito alle considerazioni dell’onorevole Virginio Caparvi, deputato di Nocera Umbra e del senatore Franco Zaffini, che non mi sembra viva in questa città, preme chiarire quanto segue:

1. il Tribunale amministrativo regionale (TAR) non ha deciso alcunché sul ricorso concernente l’ospedale di Spoleto, riservando la decisione alla trattazione collegiale fissata per il prossimo 17 novembre. Ieri è stata solo respinta la sospensiva urgente che avrebbe potuto essere assunta dal Presidente del TAR stesso ma che, dati i tempi, ragionevolmente non è stata accordata, anche perché la sera prima della decisione è stato parzialmente ripristinato dalla Regione un servizio di emergenza presso l’ospedale di Spoleto.

 

2. I cittadini di Spoleto sono e restano offesi e umiliati da una decisione non concordata in alcun modo che chiude l’ospedale, nonostante fosse stato offerto un congruo spazio per realizzare una sezione Covid.

 

3. Parteciperemo al Comitato per la reistituzione dell’ospedale di Spoleto ai cittadini di Spoleto, della Valnerina e del comprensorio, ma il metodo ad oggi seguito, di una imposizione di soluzioni non concordate e, addirittura, non comunicate non lascia presagire nulla di buono. Tutto questo malgrado gli spoletini abbiano dato ampio sostegno alla Presidente Tesei, avvocato del foro di Spoleto, per la sua elezione a presidente della Regione Umbria, ricevendo in cambio il trattamento di cui sopra.

 

4. Definire un ricorso al TAR un atto “gravissimo, istituzionalmente maleducato, socialmente e sanitariamente irresponsabile” significa solo delegittimare una difesa istituzionale della città lasciando spazio, in modo veramente irresponsabile, a proteste che potrebbero proporsi in modo incontrollato.

 

 

 

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