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«Ricostruzione, chi non rispetta le scadenze pagherà l'affitto di tasca propria»

«Ricostruzione, chi non rispetta le scadenze pagherà l'affitto di tasca propria»
di Ilaria Bosi
3 Minuti di Lettura
Giovedì 30 Dicembre 2021, 12:41

Sospensione del contributo di autonoma sistemazione e introduzione di un canone d’affitto per l’utilizzo delle Sae (le casette realizzate dopo il sisma): sono queste, con modalità in parte ancora da definire, le conseguenze cui rischiano di andare incontro i terremotati che non presenteranno le domande di contributo entro l’ultima scadenza fissata: 30 giugno 2022. Ad annunciarlo, specificando che non si tratta di «sanzioni» ma di «conseguenze» è stato ieri il commissario straordinario per la ricostruzione Giovanni Legnini, nel corso della conferenza di fine anno in cui ha anticipato alcuni dei contenuti delle ordinanze che verranno firmate oggi e nei primi giorni dell’anno.

LE SCADENZE

L’ordinanza che definisce i nuovi termini e le prime scadenze per i danni gravi verrà firmata oggi, dopo l’approvazione formale della Legge di Bilancio. Il termine ultimo per chiedere il contributo per i danni gravi è il 31 dicembre 2022, mentre per la prima volta viene introdotta una scadenza nel corso dell’anno e ne prefigura altre per particolari categorie di edifici, che verranno definite con successivi provvedimenti. «Per accelerare il rientro dei residenti nelle loro abitazioni, rivitalizzare i centri storici, e al tempo stesso assicurare l’efficienza economica dell’azione amministrativa – ha detto Legnini - i cittadini che beneficiano del Cas e altre forme di assistenza, ad eccezione di chi ha un impedimento oggettivo, saranno tenuti a presentare la richiesta di contributo entro il 30 giugno del 2022, pena la sospensione degli stessi benefici fino al momento di presentazione dell’istanza. La disposizione è stata concordata con il Dipartimento della Protezione Civile, che assumerà le decisioni di sua competenza».

I DATI

L’incontro di ieri è stata anche l’occasione per aggiornare i dati sulle domande di ricostruzione. Dati che si riferiscono al 30 novembre e che, inevitabilmente, non si discostano di molto da quelli forniti il 30 ottobre, in occasione del quinto anniversario delle scosse che hanno interessato in misura maggiore il versante umbro. In Umbria sono state presentate 3.567 domande di ricostruzione privata: di queste, 1.975 sono state accolte, 448 respinte e 1.144 sono in lavorazione. Gli importi: a fronte di una richiesta complessiva di 823.822.028 euro, sono stati concessi 404.132.765 euro, di cui 119.541.900 euro liquidati. I cantieri: il totale, in Umbria, è di 1.912 cantieri avviati, di cui 766 conclusi.

LE DEMOLIZIONI

Il commissario straordinario Legnini ha anche chiarito un altro aspetto. Cosa fare di fronte a proprietari che rinunciano alla ricostruzione di immobili danneggiati, nel caso in cui questi si trovano a ridosso di altre unità abitative? L’intenzione, ha anticipato Legnini, è quella di provvedere a nostre spese alla demolizione, per non intralciare chi, al contrario, è intenzionato a ricostruire, sfruttando anche i bonus di cui è stata prorogata la scadenza.

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