Sgalla (Cgil): «Subito un consiglio regionale aperto per discutere del progetto per l'Umbria»

Il segretario regionale della Cgil Vincenzo Sgalla
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Sabato 14 Luglio 2018, 16:13

PERUGIA - Un confronto autentico e più ampio possibile, a cominciare da un consiglio regionale aperto, per parlare del progetto per l’Umbria. Bisogna farlo subito», l’appello arriva forte e chiaro dal segretario regionale della Cgil Vincenzo Sgalla. La giunta Marini nei giorni scorsi ha convocato i sindacati ed ha messo sul tavolo un lavoro di analisi della produttività del lavoro in Umbria svolto attraverso l’Università di Perugia. Accanto a qualche notizia positiva, restano le distanze con Marche e Toscana. Il faccia a faccia rientra nel percorso annunciato lo scorso ottobre, in occasione dell’approvazione del Def e poi avviato a marzo dalla Regione. «Un lavoro di analisi come questo è certamente un punto di partenza importante - dice Sgalla - ma non possiamo condividere l’analisi soltanto tra pochi intimi, così non avrebbe senso. Ora è necessario lavorare tutti insieme: penso ad esempio ad un consiglio regionale aperto, con i sindacati, le associazioni di categoria, tutte. Guardiamo avanti. All’Umbria in questa fase serve un progetto, uno slancio, direi una visione che abbia all’interno l’entusiasmo e le energie di una progettualità», per questo a giudizio del segretario regionale della Cgil occorre muoversi subito. «Il progetto dell’Umbria deve essere necessariamente la questione centrale - rimarca il segretario umbro della Cgil - la politica faccia la politica. In una fase come questa è utile anche che emerga una sana dialettica... noi diciamo chiaramente di essere pronti a fare la nostra parte. E senza demagogia aggiungo che di certo si può discutere e ci si può confrontare anche in piena estate, nessuno lo vieta». Il progetto per lo sviluppo dell’Umbria era stato annunciato lo scorso ottobre, da marzo - dopo le elezioni politiche - il lavoro ha cominciato muoversi. Cgil, Cisl e Uil hanno elaborato una serie di proposte precise ed ora chiedono a Palazzo Donini di muoversi, coinvolgendo tutti in un dibattito vero.

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