La sfida per le Regionali: Perugia,
conferenza di Fora e Giro sul Family day
La fotogallery di Marco Giugliarelli

PERUGIA - Per Andrea Fora il «Manifesto valoriale per la vita, la famiglia e la libertà educativa» così come presentato è «un'operazione squisitamente elettorale» che trova «grave» perché «alimenta la divisione tra cattolici». Con l'intenzione di esprimere il proprio punto di vista sulle iniziative previste a Perugia per la giornata odierna e legate al «Family Day», ed anche per comunicare le proprie proposte in tema di politiche familiari in prossimità delle elezioni regionali del 27 ottobre, il capolista della Lista «Bianconi per l'Umbria», alla presenza, tra gli altri, anche di Mario Giro, ex viceministro agli Affari Esteri e leader di Demos - Democrazia Solidale, ha voluto incontrare questa mattina gli organi d'informazione.

Un'operazione, ha precisato Fora, «fomentata ad arte da chi blandisce il rosario nelle sue arringhe elettorali, sfruttando i simboli per cercare voti. Io credo che la politica partitica divida, Dio invece è di tutti. Invocare Dio per se stessi è sempre molto pericoloso». «Il fatto che poi il senatore Pillon parli a nome delle associazioni che propongono il documento - ha proseguito Fora - la dice lunga sul vero obiettivo e sulla vera identità di questo manifesto: aggregare i voti dei cattolici sulla destra e farne uno strumento di ricerca del consenso elettorale. Ed il segnale più chiaro che questa sia una operazione solo elettorale è il
fatto che sia stato impedito a singoli candidati consiglieri cattolici di firmare il documento in assenza della firma del candidato presidente».

«A questa vera e propria operazione elettorale - ha affermato Giro - rispondiamo che la famiglia non è proprietà privata di nessuno, casomai è della famiglia stessa».

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