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Scomparsa di Barbara Corvi, il gip decide che l'indagine sull'ex marito deve andare avanti per altri sei mesi

Il procuratore Alberto Liguori
di Nicoletta Gigli
3 Minuti di Lettura
Giovedì 14 Luglio 2022, 23:47 - Ultimo aggiornamento: 15 Luglio, 07:55

TERNI - L’indagine su Roberto Lo Giudice deve andare avanti.

Alla procura di Terni il gip concede il termine perentorio di sei mesi per svolgere quegli accertamenti richiesti e necessari a far luce sulla scomparsa della ex moglie di Lo Giudice, Barbara Corvi, la 35enne sparita nel nulla 13 anni fa dalla sua casa di Montecampano di Amelia.

Il gip, Barbara Di Giovannantonio,  si è pronunciata così sulla richiesta del procuratore, Alberto Liguori, in linea con l’opposizione all’archiviazione presentata dai legali della famiglia Corvi, Gulio Vasaturo e Enza Rando.

Entro dicembre gli investigatori che riceveranno da Liguori la delega per le nuove indagini dovranno sentire di nuovo alcuni testimoni ritenuti fondamentali per chiarire alcuni elementi emersi durante l’udienza. A partire dalla circostanza secondo cui Barbara, temendo di essere rimasta incinta nel periodo in cui con Roberto viveva da separata in casa,  avrebbe chiesto alla sorella la pillola del giorno dopo.  

Su questo aspetto, oltre a Irene, la sorella della Corvi, saranno sentiti Carlo Barcherini, l’uomo che frequentava Barbara, l’amica di lui Rosita Proietti e l’amica di Barbara, Ligia Mercedes Giraldo Duran. Torneranno a parlare di fronte agli investigatori anche Salvatore e Giuseppe, i figli di Barbara e Roberto, chiamati a chiarire alcuni aspetti sull’uso dei soldi fatto dal padre dopo la scomparsa della mamma. E sarà sentita anche Caterina Parisi, l’attuale compagna di Roberto.

Gli investigatori andranno a caccia di tracce di sangue umano all’interno dell’auto che Roberto Lo Giudice utilizzava al momento della scomparsa della moglie. Un suv che all’epoca fu sottoposto ad accertamenti con esito negativo in quanto furono trovate solo tracce di sangue di cinghiale e che è ancora nella disponibilità dell’indagato. E’ li che, con le tecniche più aggiornate di rilevamento come il Luminol, si andranno a cercare eventuali tracce del passaggio di Barbara sul veicolo. Durante l’accertamento non ripetibile i legali dell’indagato valuteranno l’opportunità di nominare un consulente di parte.

“Dagli atteggiamenti cautelativi della magistratura non potevamo che aspettarci questo esito - dicono Giorgio Colangeli e Cristiano Conte, i legali di Lo Giudice.  Continuiamo a ritenere che non servirà a nulla ma rispettiamo il lavoro della procura, con cui ci terremo in contatto in attesa di tirare le fila tra sei mesi”.

Disponendo le nuove indagini su Roberto, il gip ha definitivamente archiviato l’indagine su suo fratello, Maurizio, che fu indagato per concorso in omicidio e occultamento di cadavere.

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