Scandalo Stranieri, Grego Bolli e Spina interrogate per ore: «Nessun concorso pilotato»

Giuliana Grego Bolli in tribunale per l'inchiesta Suarez
di Egle Priolo
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Sabato 27 Novembre 2021, 08:00

PERUGIA - Torchiate per ore, in un interrogatorio durato dalle tre del pomeriggio alle otto di sera. Così adesso l'inchiesta sui presunti concorsi pilotati all'Università per stranieri si sostanzia anche delle parole delle due indagate – su ventitré – più note: l'ex rettrice Giuliana Grego Bolli e la professoressa Stefania Spina, tornata alla sua scrivania a palazzo Gallenga dopo la lunga sospensione dovuta allo scandalo Suarez.

Entrambe assistite dagli avvocati dello studio Brunelli, si sono presentate in procura pronte a essere ascoltate dai sostituti procuratori Paolo Abbritti e Gianpaolo Mocetti, a cui il procuratore capo Raffaele Cantone ha affidato la gestione dei delicati interrogatori. Che sono partiti - come tutto questo nuovo fascicolo di una maxi inchiesta matrioska, iniziata con bilanci, soldi evaporati e appalti - dalle chat trovate e lette dalla guardia di finanza durante le indagini sull'esame «farsa» del campione dell'Atletico Madrid.
E ora la procura e il Nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza, diretto dal colonnello Antonella Casazza e dal tenente colonnello Michelangelo Tolino, contestano reati gravi (a vario titolo, corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio, induzione indebita a dare o promettere utilità, abuso d'ufficio, rivelazione e utilizzazione di segreti d'ufficio e turbata libertà degli incanti) a ventitré tra docenti, ricercatori e membri di commissione per quei presunti scambi di favori per far passare i concorsi agli amici.
Tutte accuse che ieri proprio Grego Bolli e Spina hanno rigettato, rispondendo «punto per punto, alle domande poste con riferimento ai fatti di cui alle imputazioni – spiega una nota dello studio Brunelli -. In particolare, hanno chiarito che tutti i concorsi si sono svolti, in ogni loro fase, nel rispetto totale delle norme vigenti; inoltre il loro esito è stato determinato solo ed esclusivamente sulla base delle valutazioni comparative e di merito dei singoli candidati. Le commissioni hanno lavorato in modo autonomo senza alcun condizionamento». Insomma, estranee ai fatti e convinte della correttezza del proprio operato. Le loro parole adesso andranno rilette chiaramente in controluce con le dichiarazioni non solo di chi ha segnalato certe criticità, ma anche delle persone informate sui fatti, tra dipendenti, funzionari della Stranieri e candidati bocciati alle prove, che la procura ha ascoltato in questi giorni. Aspettando la zampata di Cantone per dimostrare la differenza tra reati e mala prassi.

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