Scambio di foto hot tra adolescenti.
«E ora pubblico tutto su Instagram»

Lunedì 16 Settembre 2019
In Umbria diminuisce tra gli adolescenti il numero dei reati legati al bullismo (stalking, lesioni, diffamazione) ma crescono in maniera anche piuttosto preoccupante i casi di sexting (sesso in chat) e i maltrattamenti in famiglia al contrario vale a dire quando ad essere picchiati sono i genitori. Nell’ultimo anno la Procura dei Minorenni di Perugia, che ha competenza su entrambe le province della nostra regione, ha aperto circa cento fascicoli di indagine relativi agli scambi di foto pornografiche sui cellulari dei ragazzini - spesso seguiti da ricatti di divulgazione o nelle peggiori ipotesi dalla condivisione sui social network e su Whatsapp -ottenendo sette misure cautelari di collocamenti in comunità nei confronti di giovanissimi con problemi di dipendenza dall’alcol o dalle droghe che avevano alzato le mani soprattutto contro le mamme.

Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che picchiare i bulli non è reato poiché è stata riconosciuta lecita la reazione di un adolescente calabrese bullizzato da un coetaneo contro il quale, al culmine dell’esasperazione, aveva tirato un pugno. Piazza Cavour ha stabilito che l’ordinamento deve essere 'sensibile' verso gli adolescenti vittime di bullismo che hanno reazioni aggressive dopo essere state lasciate sole «dalla scuola e dalle istituzioni». Uno studio dell’Istat ha rivelato che in Italia un adolescente ogni due è vittima di bullismo e che l’età maggiormente a rischio è quella tra gli 11 e i 17 anni. 

Il magistrato Flaminio Monteleone, da anni ormai in prima linea in Procura e tra i banchi degli istituti quando va a parlare direttamente ai ragazzi, con un pizzico di orgoglio per il buon lavoro portato avanti dalle scuole ammette che i reati di bullismo sono sensibilmente diminuiti: «Episodi continuano a verificarsi nelle scuole - dice Monteleone - ma sono sempre di meno. Sono chiaramente diversi quelli che si verificano alle elementari e alle medie perché nelle prime ancora non ci sono i telefonini. In quel caso è forte il fenomeno dell’esclusione, il gruppetto tende a isolare il compagnuccio vessato. Cosa diversa alle medie dove gli smartphone diventano vere e proprie armi per girare filmati quando piangi, quando mostri segnali di debolezza, quando diventi vittima di scherzi e angherie. Perciò ricattabile all’esterno». 

«In ogni modo nell’ultimo periodo il bullismo - spiega il magistrato - ha lasciato spazio ad altri fenomeni come il sexting». Nato dalla fusione delle parole inglesi sex (sesso) e texting (inviare messaggi) il termine riassume alla perfezione il punto: fare sesso utilizzando messaggi, solitamente in chat istantanee, tramite cellulare o altri strumenti elettronici. Capita anche con una certa frequenza tra gli adolescenti che le foto hot scattate e inviate al fidanzatino si trasformino in oggetto di ricatto per ottenerne altre oppure di vendetta quando vengono condivise. Il revenge porn dei giovanissimi. «Ci troviamo chiaramente di fronte ad altri tipi di reato - prosegue Monteleone - quando immagini e video vengono diffusi senza il consenso della persona ritratta. Per capire come vengono divulgate spesso sequestriamo di sequestrare smartphone e computer».

A che età gli studenti entrano in classe col cellulare? «E’ sempre troppo presto - dice il magistrato -. Ho visto ragazzini con telefonini da mille euro, iPhone X nello zainetto della quinta… ai genitori suggerisco sempre di controllare tutto ciò che riguarda l’universo dei social media, troppo spesso mamma e papà non sanno niente di Instagram e di TikTok, conoscono in minima parte le potenzialità di Whatsapp. Eppure questa generazione, che non usa neppure Facebook perché lo considera un social da vecchi, è la prima in assoluto ad avere un accesso incontrollato a internet. Possono muoversi ovunque senza filtri né limitazioni legate all’età». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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