Saracinesche giù, così il centro si è svegliato in zona arancione

Saracinesche giù, così il centro si è svegliato in zona arancione
di Cristiana Mapelli
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Giovedì 12 Novembre 2020, 16:23

Perugia si è risvegliata in zona arancione e con misure più restrittive per contenere la diffusione del Covid. Alcuni bar, quelli più preparati per le colazioni di prima e metà mattina, all’esterno hanno un po’ di persone in fila. A distanza di sicurezza, con mascherina, che aspettano il proprio turno per prendere un caffè con un cornetto da asporto e tornare frettolosamente al lavoro. Lo stop alle attività di ristorazione escluso per l’asporto o la consegna a domicilio, ha reso più silenziosa la città vecchia. In via Mazzini, sono spariti tutti i tavolini che, oramai da maggio, la decoravano di giorno come di sera. «Mi chiedo che senso abbia tutto questo – spiega Alexandros Karakousis del centralissimo caffè del Banco, all’ombra di palazzo dei Priori -. Ci salva che siamo proprio sotto al Comune e almeno in mattinata c’è via vai». A tratti qualcuno si mette in fila all’esterno, prende la propria tazzina take away, un cornetto al volo e via. Avanti il prossimo. Nella tarda mattinata piazza IV Novembre sembra ancora dormire. Sono chiusi, almeno temporaneamente, il ristorante Cesarino e lo store di Eurochocolate orfano dei turisti. Quella di lasciare abbassata la serranda è stata una scelta condivisa da altri imprenditore, sia nell’acropoli che in periferia. Come in via Marzia dove una pizzeria al taglio che aveva da poco aperto i battenti ha deciso di andare in pausa. “Passando a zona arancione, la pizzeria rimane chiusa fino al 3 dicembre. Salvo nuovo Dpcm”. Non una vera resa, solo uno stop temporaneo.

Per attendere momenti migliori, oppure per risparmiare un po’ su personale e fornitori. «Cerchiamo di offrire un servizio – spiegano Andrea ed Emiliana del Caffè Baglioni nell’omonima via - a quegli uffici qua intorno che ancora lavorano in presenza. In molti avevano inteso che da oggi i bar erano chiusi e ci chiedono informazioni sulle nuove norme». In via Maestà delle Volte, in passato crocevia di studenti e ora solo vicolo di passaggio, altri bar offrono cappuccino e colazione “mordi e fuggi”.«Siamo aperti più per non buttarci giù d’animo che per reale guadagno» racconta William all’uscio del Caffè Arco.In piazza Matteotti c’è il mercatino del Sopramuro e se non fosse per la mancanza di persone sedute ai tavolini, sarebbe una giornata normale. Allo storico Bistrot, aperto, un cartello: “Finché c’è fantasia avremo storie da raccontare. Colazioni e pranzi d’asporto”.

LUMINARIE DI NATALE

Intanto ieri in giunta c’è stato il via libera al contributo del Comune al Consorzio Perugia in Centro per le luminarie di Natale dell’acropoli.

Cristiana Mapelli

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