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L'Aned denuncia:«All'ospedale di Perugia stop alla visite per i trapiantati di reni»

L'Aned denuncia:«All'ospedale di Perugia stop alla visite per i trapiantati di reni»
di Massimiliano Camilletti
3 Minuti di Lettura
Venerdì 1 Luglio 2022, 08:51 - Ultimo aggiornamento: 14:50

Dopo il trapianto di un organo è necessario assicurare al paziente, che dovrà essere tenuto sotto controllo per il resto della sua vita, un’adeguata assistenza post-operatoria. Un monitoraggio controllato nel tempo è indispensabile per evitare problemi e complicanze. In particolare si temono le reazioni di rigetto acuto o cronico dell’organo trapiantato. A Perugia in questi giorni sta accadendo invece che al centro trapianti diversi pazienti si sono visti annullare le visite di controllo programmate. A denunciarlo è il segretario regionale dell’Aned, Carlo Conforto. L’associazione nazionale emodializzati dialisi e trapianto dal 1972 difende e tutela i diritti civili e sociali dei nefropatici cronici, dei dializzati e dei trapiantati di rene.
«Nel reparto di nefrologia del policlinico Silvestrini - spiega Conforto - negli ultimi 3-4 anni è andato in pensione il 50 per cento dell’organico del personale medico senza che chi di competenza abbia provveduto ai necessari concorsi per la sostituzione, situazione che a tutt’oggi permane con gravi ripercussioni sui pazienti. Si è arrivati ad annullare visite programmate per i trapiantati, non si eseguono più le ecografie di controllo e molte volte manca il medico in dialisi». L’attività di Aned punta a prevenire le malattie renali attraverso la realizzazione di campagne di educazione sanitaria a livello nazionale, a cercare di assicurare posto dialisi per tutti e il più possibile vicino a casa ed a potenziare i trapianti renali. «Ci sentiamo comunque in dovere - aggiunge il segretario regionale dell’associazione - di ringraziare i facenti funzioni, il personale medico e quello infermieristico che con la loro professionalità ed impegno (molte volte al di sopra delle loro spettanze con ricadute sulla sicurezza degli operatori e dei pazienti) hanno garantito la prosecuzione dell’assistenza. È ovvio che una situazione del genere non può e non deve durare ancora per molto.In questo contesto diventa massiccio il ricorso alle strutture private per ovviare alle lunghissime liste di attesa per esami e visite. Stiamo costringendo chi ne ha bisogno a spostarsi in regioni diverse per avere servizi all’altezza, con conseguenti aggravi di costi e disagi».
Conforto si chiede allora cosa sarà previsto per il centro trapianti e auspica che vengano prese decisioni rapide e definitive per risolvere i problemi evidenziati, sottolineando la disponibilità delle associazioni alla massima collaborazione per superare le gravi difficoltà evidenziate. Al trapianto si ricorre quando una grave insufficienza d’organo o una grave malattia del sangue non è curabile con altri trattamenti medici. Spesso, infatti, il trapianto è una terapia salvavita, come nel caso in cui la grave insufficienza riguardi il cuore, il fegato, i polmoni, l’intestino. Per il rene e il pancreas, il trapianto costituisce la terapia sostitutiva naturale, molto più efficace e tollerabile rispetto alla dialisi o alla somministrazione di insulina. In altri casi, si parla di intervento migliorativo, come per il trapianto di tessuti. Alla base del trapianto c’è la donazione, un atto volontario, consapevole, gratuito e anonimo.

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