Sangemini, la sala sindacale in memoria di Daniel Leone, calciatore morto a 28 anni per un tumore

Sangemini, la sala sindacale in memoria di Daniel Leone, calciatore morto a 28 anni per un tumore
di Au. Prov.
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Mercoledì 12 Gennaio 2022, 20:01 - Ultimo aggiornamento: 21:17

SAN GEMINI - Daniel Leone, 28 anni, ex portiere di Reggina e Catanzaro, apparteneva anche alla storia della Sangemini. Negli stabilimenti delle acque minerali umbre era conosciuto come “Il campione”: era il figlio di Michele Leone, delegato di fabbrica di Uila. Da “Leone”  ha combattuto contro un tumore al cervello. Un male scoperto nel 2014 che lo porta a sottoporsi ad interventi chirurgici e cure fino a strapparlo alla vita il 2 ottobre 2021. Prematuamente. Originario di Pietramelara, nel Casertano, era tesserato per la Reggina quando scopre di avere il cancro. Reagisce, tornando in campo dopo pochi mesi. Nel 2017 però, quando era tesserato per il Catanzaro, una ripresa di malattia lo allontana definitivamente dal calcio. La sua scomparsa tocca tutti: parenti, amici, compagni di squadre, lavoratrici e lavoratori della Sangemini.

Quella comunità, la fabbrica in cui lavora da trent’anni Michele,  suo padre, si stringe nel dolore. Per ricordare “Il campione” , Rsu e vertici aziendali decidono di intitolare una sala dello stabilimento a Daniel. E ci riescono. L’amministratore di Acque Minerali d’Italia, Antonio Paganini, concede infatti che proprio la sala sindacale del sito venga dedicata al ragazzo. Un gesto che unisce, in un momento tanto difficile per le lavoratici e i lavoratori di Sangemini e Amerino.  Il talento di Daniel emerge molto pesto: a 13 anni approda nel settore giovanile della Reggina, che nel 2010 militava in serie A. Daniel rimane in Calabria per due anni. Nel 2013 passa al  Pontedera, in C2.  Nel 2014 alla Reggiana in C1, poi alla Torres in C2. Infine torna in casa Reggina per un anno. Poi si ammala. Nel 2015 torna sul manto verde con la maglia del Latina, in serie B. Nel 2016 gioca col Catanzaro in serie C. L'utlima esperienza per "Il campione".  Oggi anche una targa in sua memoria, nello stabilimento della Sangemini.

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