La rivoluzione dell'auto è iniziata?
Da Ginevra (quasi) nessuna prova.

di Ruggero Campi
E siamo a 88. Martedì scorso il Salone internazionale dell’automobile di Ginevra ha aperto i battenti alla stampa ed agli operatori del settore. Schermi scintillanti, musica a palla, automobili da urlo e ragazze mozza fiato, ovvio, e un po’ come sempre: tutto al posto giusto compreso il Palaexpo magnificamente adiacente all’aeroporto. Un sogno arrivare lì a piedi senza la necessità di trovare (e pagare) taxi, mezzi pubblici o auto a noleggio, una organizzazione perfetta. Simpatica, come accade in queste occasioni, la presenza dei soggetti più strani per l’abbigliamento scelto, vestiti scintillanti, cappelli, pettinature discutibili e scarpe di tutti i tipi. Ma veniamo a lei, l’automobile. L’aspettativa creata dagli scandali sulle emissioni dei motori alimentati a gasolio era quella di trovarsi di fronte una offerta di auto elettriche non dico predominante rispetto a quelle tradizionali ma almeno significativa. Le elettriche, ibride o futuristiche c’erano ma il messaggio che almeno io ho potuto trarre è che il futuro può attendere ancora per diverso tempo e la mobilità rispettosa dell’ambiente guadagnerà terreno con molta lentezza e soprattutto passando per l’alimentazione ibrida. E il diesel? Mah, a giudicare da quanto esposto ancora continueremo a mettere nel serbatoio gasolio e all’atto dell’acquisto dell’amata automobile i conteggi e domande sulla convenienza tra diesel e benzina saranno sempre le stesse: l’eventuale maggior costo di un’auto alimentata a gasolio riuscirà ad essere ammortizzato con i risparmi di carburante figli del minore consumo e del prezzo più basso a litro?

Girando per gli stand, ammirando ed immaginandomi via via alla guida di un’automobile diversa, ripetevo tra me e me le caratteristiche dei vari propulsori; se opto per un’auto con motore a benzina la manutenzione non sarà costosa, difficilmente troverò divieti di ingresso nei centri storici, unica pecca una efficienza inferiore rispetto al diesel. Se scegliessi, invece, l’elettrico puro, guiderò nel regno del silenzio, proverò quella sensazione celestiale di contare sulla coppia massima sin dall’avviamento ma di contro dovrò sostenere un costo di acquisto ancora elevato ed una autonomia tra i 200 e 350 km con tutti i problemi di ricarica. Forse, allora, meglio il motore ibrido vale a dire termico ed elettrico oppure ibrido plug-in. Senza dimenticarsi dell’offerta di auto a gpl o metano che negli ultimi anni hanno avuto un gran successo.

Mammamia quanto è difficile scegliere! Un vero mal di testa e allora meglio tornare a sognare senza spendere. Di belle e bellissime tante, supercar da 450 cavalli in sù che sembrava si mettessero in posa contente di ricevere gli innumerevoli scatti dei visitatori. Ferrari, Porsche, Audi, Mercedes contrapposte a proposte altrettanto potenti di case automobilistiche con gli occhi a mandorla, peraltro nemmeno brutte. Di fuori strada pochi, molte proposte di pick up anche da marche blasonate come Mercedes, tipologia di autocarro ancora poco diffuso in Italia ma che ultimamente sta conquistando giovani e meno giovani; risponde ad una voglia di libertà dandoti la sensazione di fare l’americano… anche se poi ti svegli incastrato in uno stretto vicolo medievale del circondario perugino. Le più belle e affascinanti però, confesso, mi sono sembrate le solite, le intramontabili da decenni: gli unici due dinosauri del fuoristrada (Mercedes Classe G e Jeep Wrangler Rubicon) e la pistagliola per eccellenza sia pure con il motore posteriore a sbalzo (Porsche Gt3 RS). Del resto, non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace e a volte sono proprio i difetti a rendere indimenticabili i primi amori. Così è per tutti e lo è stato anche per me.
Gioved├Č 8 Marzo 2018 - Ultimo aggiornamento: 22:19

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