Rocca Ripesena, il paese delle rose dedica le nuove varietà alle "Donne valorose" di Serena Dandini

Sabato 17 Aprile 2021 di Monica Riccio
Il Borgo di Rocca Ripesena

Non ha nessun interesse per il Covid, e meno che mai si ferma ad attendere tempi migliori. E' la natura che giorno dopo giorno, stagione dopo stagione, segue l'unica legge che conosce, il proprio ciclo di vita.

Nel roseto didattico del piccolo borgo di Rocca Ripesena, frazione del comune di Orvieto, da tempo ormai divenuto per tutti “Il paese delle Rose”, è quindi arrivato il momento, dopo il sonno invernale, di cominciare le cure proprie del risveglio primaverile. Per questo motivo, alcuni volontari dell’A.Ge. Associazione Genitori Orvieto che dal 2011 si prende cura del roseto e che ne ha fatto un vero e proprio polo di insegnamento per tante scolaresche, si sono dati appuntamento, nei giorni scorsi, nel piccolo borgo per concimare e sistemare le oltre cinquecento varietà di piante, che adornano il giardino del paese e che costituiscono un vero e proprio percorso nella storia e nella fantasia.

Le rose inglesi, ad esempio, accolgono i visitatori accanto al parcheggio e lasciano il campo, all’interno del paese, alle rose francesi dell’Ottocento, per proseguire con le rose antiche classiche ai piedi della rocca tufacea e con le rose botaniche. Le piante sono poi divise in gruppi appartenenti alle diverse classi in modo da rappresentare, anche visivamente, l’evoluzione storica di questo fiore.

Complici le belle giornate di sole, inoltre è tornato inoltre oltremodo invitante passeggiare tra i vicoli del paesino dove, oltre al roseto didattico, accanto ad ogni vecchia abitazione, fanno bella mostra di sé rigogliose piante di rose, quando sull'uscio, quando affacciate dai vasi alle finestre, quando aggrappate tenaci e fiere a muri tufacei. Nel roseto, dove ogni rosa ha il proprio posto con tanto di targhetta in ceramica con su scritto il nome o la varietà, si sarebbe dovuta tenere la presentazione del libro di Serena Dandini “Il catalogo delle donne valorose” (Edizioni Mondadori, 2018) ma – e qui c'entra la pandemia – finora non è stato possibile organizzare l'evento

. Il roseto di Rocca Ripesena avrebbe fatto sicuramente da eccellente sfondo al lavoro della scrittrice che nel suo libro racconta la storia di 34 donne, 34 donne intraprendenti, controcorrente, spesso incomprese ma forti e generose, molte accomunate dal fatto di essere state poco o nulla conosciute pur avendo contribuito, ognuna nel proprio campo, a rendere migliore il proprio tempo. A ognuna di loro, Dandini, con il proprio stile elegante con brio, ha accostato il nome, o una varietà di rosa. Ecco dunque Ilaria Alpi, giornalista uccisa, Kathrine Switzer, prima donna a correre la maratona di Boston, Ipazia, che nel IV secolo, contro i divieti ecclesiastici, si applicò allo studio della astronomia, Olympe de Gouges, autrice nel 1971 della rivoluzionaria Dichiarazione dei diritti della donna e della cittadina, fino a Betty Boop, seppur donnina di carta. «L’appuntamento con la famosa conduttrice televisiva e scrittrice – spiega Monia Pieroni, presidente di A.Ge. Orvieto - è solamente rinviato e nell'attesa che l'evento possa aver luogo – spiega - l’associazione metterà a dimora altre varietà di rose, alcune anche nominate nel catalogo di Dandini. E' nostro obiettivo creare un giorno il Giardino delle Donne Valorose.» 

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