Terni, dopo il rogo emergenza diossina con picchi cinque volte superiori ai giorni precedenti

Terni, dopo il rogo emergenza diossina con picchi cinque volte superiori ai giorni precedenti
di Nicoletta Gigli
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Giovedì 24 Febbraio 2022, 16:29 - Ultimo aggiornamento: 23:10

TERNI - Diossine alle stelle durante l’incendio di via Vanzetti.  Che hanno raggiunto livelli di quattro volte superiori rispetto a quelli giorni precedenti.

Il rilevatore mobile che Arpa ha posto accanto al rogo, proprio sopra la nube, ha “fotografato” un picco di 1980 fgTEQ/m3.  

I primi dati non stupiscono gli addetti ai lavori. Che avevano previsto un quadro “non roseo” sulle conseguenze ambientali dell’incendio alla Ferrocart di Maratta, dove per ore e ore hanno bruciato materiali prevalentemente plastici.

Sono elevate, e non poteva essere altrimenti, le concentrazioni di diossina in prossimità dell’incendio che domenica ha ridotto in cenere 300 tonnellate di materiale e scarti di lavorazione. Ma, per Arpa Umbria “non sono rappresentative della effettiva esposizione della popolazione”.

Per valutare questo aspetto sono invece significativi i risultati delle analisi a caccia di diossine, pericolose per la salute quando entrano nella catena alimentare, restituiti dalle centraline fisse.

“È evidente - spiegano da Arpa - l’innalzamento dei livelli di diossine specie nelle postazioni di Carrara e Le Grazie, sicuramente riconducibile all’evento accidentale, che ha raggiunto il picco di 100 fgTEQ/m3 nella giornata dell’incendio”. Il giorno successivo il livello è sceso a 50.

Sono ancora in corso di analisi i filtri di particolato atmosferico della postazione Le Grazie, ritenuta “la più rappresentativa della qualità dell’aria della conca, nelle giornate successive all’incendio e delle deposizioni atmosferiche raccolte a Carrara, Le Grazie, Borgo Rivo e Maratta”. Per Arpa i dati ricavati  “saranno di grande utilità per verificare il ripristino delle condizioni di normalità della qualità dell’aria e per comprendere l’entità della ricaduta ambientale delle sostanze che si sono sviluppate”.

Per quanto riguarda le concentrazioni dei metalli (nichel, arsenico, cadmio e piombo) nel particolato atmosferico prelevato in prossimità dell’incendio si è registrato un leggero innalzamento solo per il particolato raccolto con  Echo Emergency, restando comunque al di sotto dei valori limite/obiettivo riportati nella normativa di riferimento.

I dati sono stati confrontati con i dati medi del triennio 2019-2021 e con quelli delle giornate precedenti l’incendio e, per quanto riguarda la concentrazione di idrocarburi policiclici aromatici, non sono stati riscontrati particolari scostamenti rispetto ai parametri di riferimento.

“Oggi i primi dati, integrati con quelli provenienti dall’analisi delle deposizioni al suolo, verranno valutati insieme alla Asl - dicono da Arpa - per determinare eventuali provvedimenti a tutela della salute delle persone”. Il che vuol dire che in queste ore si ragionerà su un piano d’ indagine su ortaggi e alimenti che comporterà inevitabili restrizioni sul consumo di prodotti interessati dalla deposizione dell’inquinante.

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