Roger Waters pazzo per il tartufo umbro: l'ex Pink Floyd approda a Trevi

Martedì 2 Luglio 2019 di Giovanni Camirri
Non solo olio, ottimo e unico, ma anche tartufo con un estimatore speciale del calibro di Roger Waters. E’ l’esperienza della Tenuta San Pietro al Pettine, azienda che dal 1948 si occupa di raccolta, conservazione e trasformazione del tartufo preparandosi ad avvisare su questa via la quarta generazione d’impresa.

A piegare i segreti di questo successo, e con clienti a livello mondiale di altissimo spessore, è l’anima di San Pietro a Pettine, Carlo Caporicci che, nell’occasione, ha illustrato anche la nuova rivoluzionaria iniziativa , i tartufi nello spazio, cheil 14 luglio vedrà la sua realizzazione.

"L’idea del tartufo nello spazio – spiega Caporicci – è ovviamente un progetto ludico ma con una finalità scientifica. Il 14 luglio verranno lanciati tre nostri tartufi, del peso complessivo di 600 grammi, nell’ambito di un progetto specifico. Vogliamo portare in alto questo prodotto per far capire l’identità di questo territorio e del suo tartufo. l’idea è nata nell’evoluzione della nostra azienda che conta su un asse generazionale che va da Bruno, il maestro cavatore, il nostro brand ambassador con noi dal 1969, fino ad una squadra di giovani, d’età compresa tra i 18 e i 31 anni, attraverso i quali abbiamo voluto dar corpo e anima a quello che ci piace chiamare feedback umano. Il nostro tartufo è sulle tavole di 45 ristoranti stellati nel mondo e abbiamo collaborazioni e rapporti con clienti importanti come appunto Roger Water. In questo contesto – ricorda – è per noi importante ribadire l’identità del territorio. Non credo al chilometro zero. Anche perché sarebbe come tornare al medioevo anche in territorio non distanti, o addirittura confinati, tra loro. Ci sono piatti impossibili da realizzare con solo ciò che si trova in un singolo territorio. Ed è in questo contesto che l’idea del tartufo nello spazio diventa l’acme di questo progetto di continuità generazionale e di identità di territorio. Vogliamo comunicare - conclude Caporicci - che il tartufo umbro è resistente e di qualità, capace di raggiungere non solo altezze inimmaginabili, ma anche una notorietà senza precedenti. Inoltre dopo il rientro dei tartufi sulla Terra li metteremo all’asta e il ricavato andrà in favore della onlus “Per Loro” che si occupa di bambini e ragazzi autistici”. Il lancio, per dirla con una gusto battuta, del “tart-ufo” e tutti i dettagli dell’evento sono stati illustrati da Andrea Di Biagio. “Il progetto del lancio – ricorda Di Biagio – è nato due mesi fa Il tutto realizzato grazie all’aiuto dell’agenzia “Black Wale” e coadiuvato da un ingegnere specializzato. Il lancio verrà effettuato grazie ad un pallone sonda di circa 2 metri di diametro e potrà raggiungere un’altezza di circa 30 chilometri”. Ultimo aggiornamento: 17:51 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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