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Roberto Antiochia, 35 anni fa l'agguato mafioso
Il questore Massucci: «Un esempio da portare per i giovani di oggi»

Roberto Antiochia, 35 anni fa l'agguato mafioso Il questore Massucci: «Un esempio da portare per i giovani di oggi»
di Alberto Favilla
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 5 Agosto 2020, 08:04

TERNI “C’era una volta”. Tutte le favole iniziano così, dove le forze del bene finiscono sempre nel trionfare contro quelle del male. Una volta c’erano anche gli eroi – oggi non ci sono più – i protagonisti delle favole, quelli che attraverso le loro imprese facevano addormentare i bambini. Oggi ci si addormenta alla play station, al cellulare e se va bene alla televisione.
La storia. La storia di Roberto Antiochia, il poliziotto ternano morto il 6 agosto del 1985 a Palermo mentre accompagnava a casa – era di scorta - il vice Questore Ninni Cassarà, è la storia di un eroe che è giusto raccontare. Roberto Antiochia era nato a Terni il 7 giugno del 1962. Ben presto si era trasferito con La famiglia a Roma, al quartiere Nomentano, e dopo aver frequentato il liceo artistico, a 18 anni, era entrato nella Polizia di Stato. Torino, Milano, Roma, prima di arrivare, è il giugno del 1983, a Palermo, in servizio alla Mobile coordinata dal commissario Beppe Montana con il quale lavora in delicate indagini sull’associazione mafiosa “Cosa nostra”. Dopo l’omicidio di Montana, in ferie e già trasferito a Roma, decide di tornare a Palermo per partecipare alle indagini a fianco del vice Questore Ninni Cassarà.

La morte. Roberto Antiochia morirà in un altro attentato il 6 agosto del 1985, in via della Croce rossa a Palermo. Un gruppi di 9 uomini armati di kalashnikov appostati in un palazzo di fronte a quello del questore crivellarono di colpi l’alfetta di scorta del questore. Antiochia cercò di fare da scudo ma rimase ucciso subito. Cassarà riuscì a raggiungere, invece, il portone di casa ma morì tra le braccia della moglie Laura. Il rischio del silenzio sulle favole, sulle storie degli eroi è grande.

Il questore di Terni. Roberto Massucci è il questore di Terni. E’ così? "Sicuramente si. La storia di personaggi come Roberto Antiochia vanno sempre raccontate affinché diventino degli esempi da seguire in particolare per i più giovani – argomenta, convinto, il Questore di Terni – Antiochia ha 18 anni quando entra nella Polizia di Stato e la molla scatta quando vede morire di overdose la sua compagna di banco. E’ quello il momento che sceglie la strada giusta, quella della legalità, che diventerà nel corso della sua breve vita la sua parola d’ordine, il suo cavallo di battaglia. Sono convinto che gli esempi e la cultura, la conoscenza di personaggi come Roberto Antiochia e Stefano Picerno, altro eroe ternano, possano essere determinanti affinché le cose cambino radicalmente".

Le tragedie recenti. Due ragazzini, 15 e 16 anni morti a Terni per droga, un trentenne lasciato agonizzante per strada e salvato da un netturbino rappresentano una situazione a dir poco drammatica. "Terni vive come altre città italiane una sorta di depressione sociale alla quale corrisponde il disorientamento dei ragazzi – continua il Questore – I giovani sono apatici, non hanno né sogni, né passioni. L’obiettivo è sballarsi ma la colpa non è solo loro. I loro comportamenti vanno letti e non sottovalutati. Ci deve essere una assunzione di responsabilità".

La movida.  E allora la scelta di “blindare” la città in particolare nei fine settimana. "Blindare è un termine che non mi piace, io dire che la città di Terni attualmente è sotto controllo integrato dove anche il Comune sta facendo bene la sua parte – ribadisce il Questore - anche se va detto che la movida è una risorsa problematica. I protagonisti sono sempre i giovani e problematico diventa il divertimento sfrenato. Il nostro obiettivo è creare delle zone dove ci sia il rispetto delle regole e che dove chi vuole delinquere non può entrare. Non dimentichiamoci mai la morte di David Raggi. I fatti non succedono mai per caso. E allora è bene tener presente la lezione e l’esempio di giovani come Roberto Antiochia che quando è morto aveva soli 23 anni". 

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