Rischia di morire per la lite con la vicina: infarto per un parcheggio

Rischia di morire per la lite con la vicina: infarto per un parcheggio
di Egle Priolo
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Martedì 13 Aprile 2021, 12:04

PERUGIA - La lite tra due vicine? Finisce prima in ospedale e poi tra le carte bollate. Per una discussione talmente accesa che la contendente più anziana ha un infarto che la tiene ricoverata una settimana. E che la convince a querelare la vicina per minacce, molestie e lesioni personali.

I fatti, avvenuti nella zona del Trasimeno, risalgono a qualche tempo fa, quando - secondo la querela presentata dalla settantacinquenne assistita dall'avvocato Marco Brusco – la vicina più giovane si è presentata alla sua porta pretedendo tra le urla che il figlio dell'anziana spostasse il furgone appena posteggiato nel parcheggio condominiale in un posto, a suo dire, di spettanza del suo compagno. «In preda a un vero e proprio delirio, veniva a suonare alla porta di casa mia – si legge nella querela – con estrema animosità e, una volta aperto, mi aggrediva con insulti e minacce di vario tipo (… io ti spacco la faccia, ti mando all'ospedale, adesso che torna il mio compagno vedrai che casino viene fuori...) imponendomi (non si sa a quale titolo) di far immediatamente spostare il furgone (…) Al fine di far meglio comprendere la perentorietà della richiesta, la predetta si avvicinava violentemente al mio viso (testa a testa) facendo il verso di volermi colpire (inutile sottolineare come tale condotta sia stata posta in essere senza indossare alcuno strumento di protezione e senza il rispetto del dovuto distanziamento sociale)». Secondo il racconto della donna, nonostante suo figlio avesse subito spostato il furgone, la vicina non si è calmata e ha continuato «imperterrita a insultarmi e minacciarmi». Con una tale violenza, che la 75enne si è sentita male, è stata portata in ospedale, dove le è stato diagnosticato un dolore toracico, «profondo stress emotivo e scompenso cardiaco (leggasi infarto)», «una sindrome di Takotsubo, vasculopatia cerebrale cronica e cardiopatia ipertensiva», che le sono costati una settimana di ricovero «per rimediare allo scompenso». Che, secondo gli esperti, avrebbe potuto portarla anche a un ictus o alla rottura di un ventricolo.
La signora nella querela ha spiegato come non ci siano nel condominio posti assegnati, per cui la pretesa della vicina sembra irragionevole. Una versione che la donna (assistita dall'avvocato Paola Volpi) ha categoricamente smentito, raccontando invece di grossi problemi di convivenza e violazione della sua privacy da parte della famiglia dell'anziana in un vibrante carteggio con l'avvocato Brusco. Ma intanto il treno di carte bollate è partito e di certo nel condominio (con gli altri vicini e il proprietario chiamati a testimoniare e tirati - da entrambi i lati - dalla giacchetta) non si respira un'aria positiva. Perché se la vita condominiale spesso è un circo, dopo mutue accuse del genere diventa davvero un inferno.

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