Riscaldamento, un impianto su quattro fuori legge

Sabato 8 Dicembre 2018 di Federico Fabrizi
PERUGIA - Degli oltre 400mila impianti di riscaldamento accesi in tutta la regione, dalle piccole 
caldaie domestiche ai bruciatori a gasolio, oltre 100mila oggi risultano sprovvisti del fatidico “bollino blu” che certifica l’efficienza energetica. I dati arrivano dall’Agenzia per l’energia e l’ambiente, che svolge i controlli. I “senza bollino” vengono sorteggiati per le ispezioni e una volta beccati si trovano a dover sborsare la bellezza di 140 euro.
Degli oltre 400mila impianti di riscaldamento accesi in tutta l’Umbria, dalle piccole caldaie domestiche ai bruciatori a gasolio, oltre 100mila oggi risultano sprovvisti del fatidico “bollino”. È il talloncino blu che certifica la verifica di efficienza energetica, il cosiddetto “controllo dei fumi”. Il dato arriva dall’Agenzia per l’energia e l’ambiente - la srl a capitale pubblico, tutta della Provincia di Perugia - incaricata dalla Regione di gestire il catasto degli impianti termici per tutta l’Umbria. Il meccanismo è simile a quello della revisione dell’automobile: va fatta, non si scappa. Si tratta di una questione di sicurezza e anche di rispetto per l’ambiente: gli impianti di riscaldamento, infatti, sono tra le principali cause d’inquinamento. Le regole sono fissate da una delibera della Regione che riporta una tabellina con kilowatt e tempi. Ad esempio, una caldaia piccola, al di sotto dei 100 kilowatt, di quelle utilizzate in un normale appartamento, ha bisogno della “revisione” ogni quattro anni; per quelle più grandi, condominiali, invece il bollino va rinnovato ogni due anni; anche per un generatore a gasolio la verifica di efficienza energetica deve essere eseguita ogni due anni. Il “controllo dei fumi” costa circa 100 euro, nei quali gli installatori in genere conteggiano anche i 15 euro del costo del “bollino” e a cui poi spesso vengono sommate altre operazioni di manutenzione previste per le diverse tipologie di impianti. E chi non mette il bollino prima o poi viene beccato. L’Aea manda in giro per le case e le aziende umbre una pattuglia di dieci ispettori, ciascuno svolge quattro o cinque controlli al giorno: in totale circa mille verifiche al mese. In questo periodo - da ottobre ad aprile - vengono controllati prevalentemente gli impianti più grandi, quelli al di sopra dei 100 kilowatt. E poi c’è la lista nera: gli oltre 100mila impianti senza bollino, quelli vengono sorteggiati a campione e gli “sfortunati” ricevono a casa una raccomandata che li avvisa di un’ispezione fissata da lì a due mesi. La data della “visita indesiderata” può essere modificata, ma a quel punto il meccanismo è ormai partito: se nel giorno del ricevimento della raccomandata non si è in regola con il controllo dei fumi, vanno pagati 140 euro, corrispondenti al costo della visita dell’ispettore che verifica tutto l’impianto, più i circa 100 euro necessari per il bollino. Insomma, meglio non dimenticarsi.
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