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Residenti contro il degrado, l'appello al Comune di Perugia: «Pugno duro contro i proprietari»

Il palazzo a Fonti di Veggio
di Egle Priolo
3 Minuti di Lettura
Lunedì 8 Agosto 2022, 07:47

PERUGIA - La lotta al degrado non conosce ferie estive. Lo sanno bene i residenti attenti di Fontivegge, che da anni combattono contro i monumenti all'incuria, quegli scheletri abbandonati che troppo spesso si trasformano in ricettacolo di balordi e criminalità, oltre che naturalmente di insicurezza per chi abita e lavora lì intorno.

Con Progetto Fontivegge che torna a chiedere il sostegno del Comune e delle forze dell'ordine: squadra vincente, in fondo, non si cambia. «Dopo la soddisfazione per l'ordinanza che ha costretto il proprietario a ripulire e mettere in sicurezza l'area degradata di via della Ferrovia, dove restano ancora sfalci e oggetti da portare via, Progetto Fontivegge torna a porre l'attenzione su un'altra superficie fatiscente del quartiere: la palazzina di piazza Fonti di Veggio», spiega infatti al Messaggero Andrea Fais, tra i residenti più attivi della zona.
«L'edificio, un tempo abitato e utilizzato come deposito dalla Gesenu, giace in completo stato di abbandono – ricorda -. Più volte segnalato per bivacchi, occupazioni e scarichi abusivi, il fabbricato resta sporco, malridotto e circondato da una vegetazione selvaggia e incurata, senza che il proprietario abbia mai manifestato alcuna ipotesi sul da farsi». Una situazione da rivedere, soprattutto dopo il rinnovato via vai di personaggi molto poco raccomandabili. «Visti i sopralluoghi condotti dalla Usl lo scorso anno sulla base di un nostro precedente esposto – insiste infatti Fais - e considerate le recenti segnalazioni che ci sono arrivate riguardo nuovi ingressi notturni, chiediamo al Comune un'ordinanza per intimare al proprietario la completa ripulitura e messa in sicurezza dell'area».

Una battaglia contro il degrado e una richiesta che, però, non si fermano qui. Perché a Fontivegge non si guarda solo fuori dalla propria finestra o dal proprio portone, ma l'interesse è salvaguardare tutto il quartiere, tra i più grandi è più popolati. E soprattutto, biglietto da visita di Perugia per chi arriva in treno e comunque entra in città. «Ci piacerebbe, inoltre, che il sindaco – prosegue il rappresentante di Progetto Fontivegge - trovasse il tempo per interpellare tutti i proprietari di aree degradate del quartiere ed imporre loro un confronto determinato sulle reali intenzioni rispetto a queste aree. Per uscire dallo stallo, le strade sono due: investimento per riqualificare o esproprio per demolire. Vedere orrori urbani - è la chiusura di Fais - del genere davanti alle proprie abitazioni non è accettabile, tanto più in un tratto di strada, come quello compreso tra le scalette del Bucaccio e via Busti, transitato da diversi turisti che decidono di scendere a piedi dal centro verso la stazione ferroviaria. Che figura ci facciamo?».

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