Referendum costituzionale, Comitato per il No oggi in piazza a Terni

Mercoledì 16 Settembre 2020 di Eugenio Raspi

Appuntamento importante oggi a Terni per il Comitato del NO che scende in piazza per la conclusione della campagna referendaria contro le modifiche costituzionali. Gli organizzatori sostengono con forza che tali modifiche ridurranno per i cittadini la possibilità di essere rappresentati nell’istituzione principale della sovranità popolare, e cioè il Parlamento.
“E’ necessario restituire a questa istituzione la dignità e il ruolo che da troppo tempo gli viene negato da voti di fiducia e da decreti legge, da leggi elettorali maggioritarie che deformano la rappresentanza parlamentare e negano la possibilità di scegliere i propri rappresentanti”, affermano dal comitato del NO. "In particolare l’Umbria sarà pesantemente penalizzata dal taglio di seggi senatoriali, pari al 57% contro il 36,50 medio nazionale, eleggendo 3 soli senatori."
La manifestazione pubblica è prevista oggi, mercoledì 16 settembre, alle ore 17,30 a piazza Solferino. Non passa inosservata la presenza sul palco odierno di Francesco De Rebotti, sindaco di Narni e candidato autorevole per la guida del PD umbro. Insieme a lui Alfonso Gianni del Comitato nazionale del NO.
Molti i soggetti politici impegnati in questi giorni nell’attività conclusiva di informazione e propaganda. Hanno aderito al Comitato e collaborano alla chiusura della campagna referendaria: ARCI, Terni Valley, Sinistra italiana, Articolo 1, Giovani Democratici di Terni, Potere al popolo, Sinistra Dem Campoaperto, Rifondazione Comunista, 6000 Sardine Umbria, Cittadini liberi di Terni, Partito socialista, Europa verde. Anche l’ANPI collabora autonomamente alla campagna per il NO.
Per lo schieramento a favore del NO vale il principio che il Parlamento, per avere la sua credibilità, deve assicurare la rappresentanza di tutti i territori e di tutte le pluralità politiche del paese.
“Se lo scopo delle modifiche costituzionali era quello di ridurre i costi della politica”, si sostiene dal Comitato del NO, “sarebbe bastato ridurre gli stipendi e ridare ai cittadini quel diritto di preferenza oggi sequestrato dai vertici di partito, e non svilire il diritto di rappresentanza dei cittadini riducendo il numero degli eletti in Parlamento.”

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