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Redditi, in Umbria i Paperoni sono più di 300

Redditi, in Umbria i Paperoni sono più di 300
di Fabio Nucci
3 Minuti di Lettura
Lunedì 1 Giugno 2020, 08:20 - Ultimo aggiornamento: 4 Giugno, 09:03

PERUGIA - Oltre 10mila contribuenti a reddito zero e circa 32mila che dichiarano meno di mille euro l’anno ma per il Fisco ogni umbro vale circa 5.110 euro. A tanto ammonta il valore medio dell’Irpef netta versata lo scorso anno dai contribuenti della regione tramite la dichiarazione dei redditi. Un peso di oltre 2 miliardi e 200 milioni che per il 96% grava sulle spalle di lavoratori dipendenti e pensionati.
Le statistiche del Mef su 730 e Modello Unico presentati lo scorso anno e relative ai redditi 2018 forniscono un’immagine di chi paga e quanto. Le due categorie più tartassate, inoltre, continuano a soffrire di un gap rispetto alla media del Paese. In Umbria un dipendente dichiara 19.520 euro l’anno, quasi uno stipendio in meno rispetto alla media nazionale pari a 20.820 euro. Lo stesso vale per i pensionati, il cui reddito derivante unicamente dall’assegno Inps è di 17.480 euro, 400 euro più basso rispetto al dato italiano. “Arrotondando” con altre forme di reddito (di fabbricati o altre entrate) i redditi medi salgono, rispettivamente, di 2.300 e 3.130 euro l’anno.
L’analisi delle dichiarazioni evidenzia anche il gap esistente tra le varie categorie di contribuenti. I lavoratori autonomi, ad esempio, nel 2018 hanno dichiarato in media 38.668 euro, mentre gli imprenditori con contabilità ordinaria 27.860 euro. Non mancano i “paperoni”, 334 contribuenti che hanno dichiarato oltre 300mila euro, tra cui figurano 183 lavoratori dipendenti, 83 pensionati, 105 autonomi e 23 imprenditori (alcuni di essi dichiarano anche due categorie di reddito). Nel complesso, il 43,3% dei contribuenti umbri, circa 273mila, dichiara meno di 15mila euro: per 10.728 la dichiarazione è a zero mentre in 31.781 certificano meno di mille euro l’anno di reddito. Per 112 il reddito è addirittura negativo.
IL PESO FISCALE
Nel 2019, considerando i redditi dell’anno precedente, gli umbri hanno contribuito alla fiscalità generale versando nelle casse dello Stato 2,228 miliardi di euro di Irpef netta. Dagli umbri, un consistente contributo anche al fisco locale, con 158,261 milioni di euro che hanno rifocillato il bilancio regionale sotto forma di addizionale (Ari), mentre 77,178 milioni è l’ammontare dell’addizionale comunale (Aci) versata alle rispettive amministrazioni di residenza. Ne consegue, considerando Irpef e addizionali locali, una pressione fiscale di 5.370 euro per un dipendenti, 5.080 per un pensionato. In media i contribuenti umbri (escluse società ed enti con personalità giuridica) hanno versato 5.110 euro: 4.584 per l’Irpef, 340 per l’Ari, 190 per l’Aci.
Questo se non si tiene conto della cedolare secca, l’imposta dovuta sulle locazioni immobiliari che pure contribuisce a prosciugare le finanze dei contribuenti umbri (comprese quelle famiglie che da una piccola locazione ottengono un aiuto al sostentamento del nucleo). Per il 2019 si calcolano 40.119 contribuenti che a tale titolo hanno pagato 28,561 milioni di euro, circa 712 euro ogni dichiarazione. A proposito di modelli da presentare, va ricordato che il Decreto 9/2020, emanato durante l’emergenza Covid, ha posticipato la scadenza degli adempimenti che per il 730 è slittata al 30 settembre, mentre il modello redditi, compreso quello delle persone fisiche, è stato spostato al 30 novembre.

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