Rapina in villa, fermata una banda poco prima di un nuovo colpo

Domenica 23 Febbraio 2020
Mentre continuano senza sosta le indagini sulla rapina avvenuta mercoledì scorso in una villa a Colle Dell'Oro, con il sequestrato di un ragazzino di 16 anni, minacciato con un coltello, vanno avanti i controlli in tutto il territorio. Per evitare nuovi colpi.
Questa volta sono stati i carabinieri che hanno intercettato un'auto nella zona di Cesure.
Una volta fermata l'auto, tutti e tre gli occupanti, un italiano e due romeni, residenti in provincia di Roma, sono risultati già gravati da svariati precedenti per reati contro il patrimonio. Nel mezzo i militari del Nor hanno trovato numerosi arnesi da scasso, di quelli solitamente utilizzati anche per forzare porte, finestre e serrature. Nessuna traccia di eventuali bottini: segno che la banda non era ancora entrata in azione e che probabilmente in una fase di tudio del territorio, in vista di colpi notturni ed è stata fermata in tempo.
Per tutti è scattata la denuncia a piede libero per possesso di arnesi atti allo scasso. Contestualmente il questore di Terni, su proposta dell'Arma, ha emesso tre fogli di via con divieto di ritorno a Terni.
Anche il giorno prima della rapina nella villa, gli agenti di una volante hanno fermato un'auto con tre persone a bordo in possesso di numerosi arnesi da scasso per compiere furti. Si tratta di un albanese di 49 anni, di un rumeno e un ternano (che guidava l'auto), tutti con una lunga sfilza di precedenti per furto in abitazione. Con tutta probabilità erano pronti a compiere un colpo in zona. Pure per loro denuncia e foglio di via.
Intanto, gli uomini della squadra mobile diretta da Davide Caldarozzi stanno cercando di dare un nome ai due banditi albanesi che sono entrati nella villa dell'avvocato ternano incappucciati con i guanti e armati di un coltello, con il quale hanno minacciato per venti minuti l'unica persona presente, il figlio della coppia di 16 anni. Hanno portato via un rolex ed altri gioielli trovati nella camera dal letto della coppia. Pensavano di trovare una cassaforte, che però non esiste. Poi, la fuga, probabilmente a bordo di un'auto guidata da un complice, probabilmente un basista del posto. Ora è caccia alla banda grazie ad alcuni elementi raccolti durante leindagini.

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