Rag&no, giovane rapper amerino, dal garage alla scuola di musica. "Faccio musica per sfogare le emozioni".

Rag&no, giovane rapper amerino, dal garage alla scuola di musica. "Faccio musica per sfogare le emozioni".
di Francesca Tomassini
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Domenica 20 Dicembre 2020, 17:45

AMELIA - «Fare musica è il mio modo per sfogare le emozioni, per raccontare quello che mi succede». Lo dice subito, senza girarci intorno, Rag&no, al secolo Damiano Francescangeli, nei giorni del lancio del suo nuovo singolo, Tutto ok. Diciannove anni appena compiuti, un diploma all'alberghiero e un lavoro nelle strutture ricettive del territorio reso precario dalla pandemia, Damiano da anni coltiva la passione per la musica, che, come dice lui, è una vera e propria valvola che permette di allentare la pressione, di raccontare, quel che succede a lui, agli amici, di stemperare quelle emozioni che altrimenti potrebbero schiacciarti. "All'inizio -racconta- facevamo un pò di rime con gli amici quando uscivamo il sabato, così per divertirci, senza base, senza niente. Poi abbiamo cominciato a registrare in garage, in camera". Pezzi di vita, di tutti i giorni, amori, dolori, speranze più o meno deluse ma sempre personali e vissute.  «Poi due anni fa ho conosciuto Elvis, della scuola di musica TripMusic-racconta ancora- ed è cambiato tutto". Anche nel panorama musicale locale qualcosa si muove, grazie ad ArtFall, un'associazione amerina che organizza eventiu anche musicali, Rag&no ha una delle sue prime occasioni su un palco più importante. "Insieme a Guaza -racconta ancora- Kasno e Sherkhan abbiamo aperto il concerto di En?gma. Ognuno di noi aveva la possibilità di fare un pezzo da solista". L'ultima uscita di Rag&no è stata il 15 agosto con "A volte». «Sai quante volte -recita il pezzo- io sono scappato per non stare male [...] non ti ho mai chiesto aiuto no [...] a volte l'ho chiesto alla droga ok [...] noi capiamo un pò tutto, ma siamo sempre un pò tristi".  Un mood che prosegue nel nuovo singolo dove, il titolo Tutto ok, parafrasando una storia d'amore finita male, ironizza su una condizione attuale che invece di positivo sembra avere ben poco. «Va tutto bene ma ho le pare in testa [...] quando mi ero perso tu non c'eri mai [...]». 

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