«Pusher in ogni angolo, dosi anche a tre euro»
La Comunità incontro lancia l'allarme
per la droga ceduta ai minorenni in città

Giovedì 16 Luglio 2020 di Nicoletta Gigli
Posso chiamare mia madre? Voglio chiederle scusa. Anch'io, quando avevo 16 anni, le ho fatto passare quello che stanno vivendo queste mamme. Non mi vedeva tornare a casa, sapeva che mi stavo sballando e non le permettevo di aiutarmi». Francesco è uno degli ospiti della comunità Incontro di Molino Silla. Sa che le telefonate ai familiari sono regolamentate ma a Giampaolo Nicolasi chiede una deroga. Insieme agli altri ragazzi che cercano di uscire dal tunnel della droga ha ascoltato la messa d'addio a Flavio e Gianluca, 16 e 15 anni, andati via dopo aver assunto sostanze che saranno svelate dagli esami tossicologici. Ed ha sentito il bisogno di chiedere scusa a sua mamma, per il dolore che ha dovuto sopportare. «I ragazzi sono sgomenti - dice Nicolasi, responsabile della comunità, per anni braccio destro di don Pierino Gelmini. La morte di questi due giovanissimi ragazzi purtroppo conferma che siamo di fronte ad una vera e propria emergenza sociale e che non va combattuta solo la sostanza che circola e uccide. E' il momento di fare quadrato, di rimboccarsi le maniche a livello di sistema sociale, culturale, educativo. La droga - dice Nicolasi - deve diventare materia didattica a scuola, ai ragazzi va insegnato che fa male, che con una sola bevuta si può morire a 16 anni. Dobbiamo fare in modo che il sacrificio di Flavio e Gianluca non lasci un segnale solo in questa settimana».
Il responsabile della comunità incontro, che a Molino Silla ospita 200 ragazzi ed ha 6 sedi in Umbria e altre fuori regione, l'allarme l'aveva lanciato più volte dalle colonne del Messaggero: «L'eroina pakistana dilaga. Accanto alle droghe sintetiche più svariate che si possono acquistare da casa con un click sul computer. Il policonsumo di droga inizia in seconda media. E' un'emergenza inarrestabile, che va affrontata facendo quadrato: prefettura, forze dell'ordine, magistratura, servizio pubblico, comunità terapeutiche, istituzioni, famiglie. E' urgente un lavoro multidisciplinare, da soli non si va da nessuna parte». Un'emergenza che, sottolinea la terapeuta della comunità, Tania Fontanella, durante il lockdown si è amplificata: «Il pusher di fiducia in quei mesi non aveva le sostanze abituali. Quelle disponibili sono state tagliate con sostanze chimiche di ogni tipo ed è impossibile ricostruirne la composizione chimica». Dopo l'emergenza covid sono entrati in comunità ragazzini di 14 anni. Una decina hanno poco più di vent'anni: «Hanno iniziato a 12, 13 anni con i cannabinoidi, questo è il dato oggettivo, reale. L'età purtroppo si è abbassata tanto». Un mercato a portata di mano di chi non ha soldi, che a Terni consente di portarsi a casa una dose di eroina gialla con 3 euro. Da Nicolasi l'appello al governo «che da 10 anni non riunisce la commissione ministeriale incaricata di analizzare il fenomeno tossicodipendenza. Siamo senza punti di riferimento, con una legge , la 309, che ha 30 anni».
I PROGETTI NELLE SCUOLE
In attesa che si affronti un'emergenza inarrestabile con gli strumenti adeguati, la comunità fondata dal Don continua a puntare sulla prevenzione: «Abbiamo il progetto INclasse, dedicato alle scuole secondarie, che fa parte del grande contenitore INdipendente, che ospita anche i progetti INstrada e INascolto. Nelle scuole, dove non si parla più dei rischi del comsumo - spiega Tania Fontanella - portiamo le testimonianze dei ragazzi usciti dal tunnel della droga. I loro racconti sono l'arma vincente per fare prevenzione. Soprattutto in una realtà dove già a 12 anni c'è il primo approccio ai cannabinoidi e all'eroina gialla».
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