Prove di turismo religioso, la Diocesi di Foligno punta agli ospitali per i pellegrini e amplifica la Pastorale della Cultura

Prove di turismo religioso, la Diocesi di Foligno punta agli ospitali per i pellegrini e amplifica la Pastorale della Cultura
di Giovanni Camirri
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Lunedì 5 Luglio 2021, 13:00

FOLIGNO - La Diocesi di Foligno poggia su solide Fondazioni, quelle con la “f” maiuscola, e diventa un modello per ciò che riguarda il supporto ai pellegrini. E Maurizio Cipolloni, incaricato economico della Diocesi di Foligno ha una visione, concreta e al passo co i tempi, ben chiara.

Dottor Cipolloni, quale è il senso delle Fondazioni?

“Il senso è quello della semplicità nella Carità stando al passo con i tempi. Tre Fondazioni sono già operative. Mi riferisco all’Arca del Mediterraneo che si occupa di tutte le attività di Carità della Diocesi e che, in questo ruolo, è sempre più chiamata all’attualità dove si deve far fronte ad una crescente domanda di aiuto, reale, attraverso una organizzazione e una struttura che può lavorare come privato andando sul mercato in altre forme. Il tutto nell’ottica che ogni utile va reinvestito per la Carità. C’è poi la Fondazione Opera Pia chiamata ad allargare i propri confini andandosi ad integrare con Casa Serena dando sostegno agli anziani e alle loro famiglie in un contesto di integrazione a doppio senso di marcia attraverso la tutela e il supporto a tutti. Si passa Quindi alla Fondazione San Domenico che regge tutti gli strumenti di comunicazione Diocesana arrivando quindi alla quarta, la San Feliciano. Quest’ultima la sottoporrò all’attenzione del vescovo Domenico Sorrentino. L’idea è quella di una Fondazione che dia sostegno alla Pastorale Diocesana della Cultura”.

La San Feliciano è una novità assoluta

“Fino ad oggi abbiamo una organizzazione culturale che funziona, ma è materialmente divisa. La prospettiva è quella di fare rete tra la nostra Biblioteca Jacobilli, il Museo Capitolare Diocesano e il Teatro San Carlo”.

Come sintetizzerebbe l’obiettivo sul versante cultura?

“Vogliamo presentare a Foligno, all’Umbria e a chiunque ci verrà a far visita una diversa, ma integrata con tutto il tessuto, lettura della città attraverso lo strumento della bellezza. Un elemento importantissimo in tal senso arriverà col Teatro San Carlo che al 99% sarà pronto a novembre così da poter riattivare la stagione teatrale tra dicembre e gennaio. E non tornerà solo il teatro, in una nuova veste, con totali 224 posti a sedere, che ha riscosso anche apprezzamento da parte di specialisti del Teatro alla Scala di Milano. Ma avrà anche nuova vita la sua facciata storica”.

La cultura va sempre più spesso a braccetto col turismo.

“Giusto ed è per questo che stiamo ragionando anche sul versante della Pastorale del turismo. Ovviamente un turismo religioso che non va ad intaccare l’esistente ne dal punto di vista dei luoghi e dei beni da visitare, ne da quello della ristorazione e ricettività e nemmeno da quello che tocca chi accompagna i turisti con le guide al primo posto della lista. La nostra ottica parte da un punto geografico e storico. Il primo è Foligno e la sua centralità, mentre il secondo è quello che vede incontrarsi in questo luogo la via Lauretana e quella Francescana”.

Quindi cosa accadrà?

“Andremo ad intervenire sui pellegrini in senso tecniche questo è un compito della Chiesa. Lo faremo attivando luoghi, sul modello del Cammino di Santiago di Compostela, che sono da sempre noti come “Ospitali”. Quei luoghi li stiamo individuando nelle numerose Canoniche che costellano il territorio cittadino partendo a Colfiorito fino a tutto il territorio di Foligno. Si tratta di mettere a disposizione un patrimonio, in questa fase non utilizzato, attraverso un suo ripensamento funzionale”.

La rinnovata attenzione sulla Pastorale della Cultura accomuna Foligno a Perugia. Nel capoluogo si sta puntando, grazie alla recentissima presentazione di un progetto, alla valorizzazione del complesso monumentale di San Lorenzo una vera e propria isola di storia, arte e cultura nell’acropoli.

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