Assunzioni fittizie all'Afro pub e appartamenti a Fontivegge: Perugia, stroncato maxi giro di prostituzione

Giovedì 12 Luglio 2018
PERUGIA - La copertura dell'Afro pub e degli appartamenti in cui vivevano in zona Fontivegge. Una copertura praticamente perfetta, perché permetteva loro di convertire i permessi di soggiorno per motivi umanitari in permessi di soggiorno per motivi di lavoro. O di poterli rinnovare. Questo, il meccanismo intorno al quale giravano fino a mercoledì le vite di decine di povere ragazze, fatte arrivare dalla Nigeria con la solita motivazione di un posto di lavoro e poi costrette a prostituirsi in appartamenti “sicuri” tra Perugia, Umbertide e Spoleto. Costrette a lavorare nel mercato del sesso anzitutto per ripagare i soldi prestati per compiere il lungo viaggio dalla Nigeria alla Libia e poi fino a Perugia, e in secondo luogo perché continuamente sotto minaccia dei riti vodoo.

Questa, la terribile fotografia scattata dalle indagini condotte dagli investigatori della squadra mobile (diretti da Virigilio Russo e coordinati da Adriano Felici) cui si sono affiancati i poliziotti dello Sco di Roma. Un'indagine partita nel 2015 e che negli ultimi tempi ha avuto gli impulsi giusti per giungere al termine: otto arresti, di cui sette in carcere e uno ai domiciliari, sei donne e due uomini. Due figure assolutamente di spicco: un 35enne considerato il vertice del clan e il proprietario di uno dei locali etnici di Fontivegge. Uno dei più difficili e e complicati della zona, con i residenti che da anni si lamentano per i rumori e le risse notturne. Specie nei fine settimana. Uno di quei posti di cui da sempre i residenti segnalano la presenza di personaggi chiaramente legati alla criminalità cittadina. Ultimo aggiornamento: 16:31 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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