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Professionista ricattato dagli hacker con foto pedopornografiche: «Paga o ti roviniamo»

Professionista ricattato dagli hacker con foto pedopornografiche: «Paga o ti roviniamo»
di Egle Priolo
3 Minuti di Lettura
Lunedì 15 Agosto 2022, 08:59

PERUGIA - «Il tuo profilo è stato bloccato per la pubblicazione di contenuti illeciti». L'allarme inizia con una mail di Facebook. Ma il peggio deve ancora arrivare. «Quali contenuti illeciti?», si chiede lo sfortunato utente, convinto di non aver postato altro se non panorami o piatti pronti da assaggiare.

Eppure qualcuno si è impadronito del suo profilo e soprattutto ha utilizzato la carta di credito, registrata sul social per promuovere la propria attività professionale, con tanto di ordini di pagamento anche da 500 euro. Poco male, carta bloccata, password cambiata e niente di grave. Il sospiro di sollievo, però, si blocca in gola quando poco dopo arriva un'altra mail che dice più o meno così: «Ti dobbiamo dare una brutta notizia. Abbiamo installato un trojan nel tuo computer e abbiamo trovato delle immagini pedopornografiche. Se non ci dai 600 euro entro tre giorni le giriamo a nome tuo a tutti i tuoi contatti». E lì l'allarme diventa panico. «Pedopornografia? Bambini? Sul mio computer? Sono andato subito alla polizia postale, non c'era altro da fare». La testimonianza è di un professionista di Perugia che per oltre un mese ha lottato contro nemici fantasma e irraggiungibili, ha inutilmente cercato di contattare Facebook per spiegare di non aver mai postato contenuti illegali e figuriamoci se immagini porno di bambini. Una battaglia contro un nemico invisibile e una burocrazia social in cui è impossibile parlare con qualcuno per riottenere il proprio profilo. «Perché gli hacker che mi hanno fatto questo – spiega al Messaggero – sono stati molto scaltri, residenti anche all'estero e quindi praticamente irrintracciabili. Ho rischiato la mia reputazione e anche il mio lavoro, visto che con il computer in cui dicevano di essere entrati io lavoro e ho informazioni riservate e sensibili».

Una denuncia che è la fotocopia di diverse segnalazioni arrivate negli ultimi mesi, finita tra le tantissime che ultimamente arrivano sui tavoli della polizia postale. Molto più complicate e ben ingegnate rispetto magari al furto dei dati per svuotare i conti correnti da cui ormai la maggior parte degli utenti si sa difendere. Adesso, invece, gli hacker sono davvero organizzatissimi: niente più mail in italiano maccheronico o promesse di eredità o di vincite miliardarie come amo. No, adesso c'è chi forza i profili Facebook alla ricerca di carte di credito associate e se va male la transazione si passa al ricatto: «Se non paghi ti roviniamo».
L'ultima vittima degli hacker, nonostante le difficoltà, è riuscito a liberarsene: ha pagato tecnici per ripulire tutto il suo computer (e non c'era alcun trojan, né immagini pedopornografiche), ma soprattutto ha dovuto contattare uno studio legale specializzato in questo tipo di truffe, che in venti giorni è riuscito a restituirgli il profilo, vista la totale impossibilità di accedervi o di spiegare la verità ai signori del social, evidentemente non convinti neanche dai verbali delle denunce alla Postale. Arrivando a pagare, tra tutto, ben 1.500 euro per avere computer e profilo immacolati. «Password modificate, doppia autenticazione, insomma più attenzione – chiude il professionista -, perché quello che mi è successo potrebbe capitare a chiunque. E nessuno mi può assicurare che sia finita qui».

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