ROMA

«Procuratore a Perugia? Sono onorato». Raffaele Cantone nuovo capo degli uffici che indagano sui magistrati romani

Giovedì 18 Giugno 2020 di Egle Priolo

PERUGIA «Sono onorato della fiducia riconosciutami dal Csm e cercherò di dimostrare con i fatti di meritarla». Così Raffaele Cantone a Il Messaggero.

Se l'estate passata si è chiusa con il suo nome tra i possibili successori del premier Giuseppe Conte, dopo la crisi di governo agostana, e l'estate 2020 invece si apre con una certezza: Cantone, ex presidente dell'Autorità anticorruzione, è il nuovo procuratore della Repubblica di Perugia. Prende il posto lasciato libero da Luigi De Ficchy, in pensione da giugno 2019, e fino a ieri retto dal procuratore aggiunto Giuseppe Petrazzini.
L'elezione di Cantone, che ha lasciato l'Anac in aperto contrasto con la Lega, è stata resa possibile dai 12 voti contro gli otto andati al suo concorrente Luca Masini, procuratore aggiunto a Salerno: a favore dell'ex presidente Anac hanno votato le toghe progressiste di Area e i laici di tutto lo schieramento politico ed è la prima volta che accade in questo Consiglio superiore della magistratura. Il candidato di minoranza ha ottenuto invece il sostegno dei togati di Autonomia e Indipendenza e di Magistratura Indipendente. Si sono invece astenuti i togati di UniCost. Insomma, Csm spaccato e non senza polemiche, vista la rilevanza della procura di Perugia che ha la competenza di giudicare i magistrati romani, nel bel mezzo dell'inchiesta sul pm capitolino Luca Palamara, iniziata proprio da De Ficchy e proseguita dal sostituto Gemma Miliani.
Il dibattito sulla nomina di Cantone è stato aperto dal presidente della Commissione Direttivi Mario Suriano (Area), relatore della proposta sull'ex Anac: «Non si può dubitare dell'indipendenza di Cantone. Dalle chat – ha detto riferendosi a quelle emerse nell'inchiesta - vediamo che Cantone non doveva andare a Perugia secondo persone vicine al presidente del Consiglio che lo nominò all'Anac». Ma l'indipendente Nino Di Matteo ha voluto ribaltare l'argomentazione, richiamando l'inchiesta di Perugia come ostacolo alla nomina: «Cantone ha ricoperto un incarico prestigioso di natura politica», visto che la nomina di presidente dell'Anac «muove da una delibera del Consiglio dei ministri».

Ma è chiaro che non solo dell'affaire Palamara viva via Fiorenzo Di Lorenzo, per cui al nuovo procuratore ora si deve solo augurare buon lavoro. Come hanno fatto, da destra e da sinistra, politici e istituzioni. A partire dalla presidente della Regione Donatella Tesei: «Mi congratulo con Raffaele Cantone per la nomina a procuratore capo di Perugia. Le sue competenze e la sua professionalità contribuiranno certamente ad assicurare il rispetto delle regole e della legalità». Congratulazioni anche dall'Anci Umbria, con il presidente Francesco De Rebotti che a nome di tutti i sindaci umbri ha ricordato l'attenzione e la sensibilità ai temi della legalità, con tante iniziative portate avanti con la procura: «Anci Umbria intende rafforzare questa collaborazione, perché significa innalzare il livello di attenzione su questioni centrali del nostro vivere». Auguri, tra gli altri, anche dal sindaco di Perugia Andrea Romizi, dalla senatrice Nadia Ginetti, dal presidente della Provincia Luciano Bacchetta e dal deputato e responsabile Giustizia del Pd Walter Verini.

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