Rincari, non solo benzina e bollette alle stelle. Stangata su pesce e pomodori: più 40%

Rincari, non solo benzina e bollette alle stelle. Stangata su pesce e pomodori: più 40%
di Fabio Nucci
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Venerdì 17 Settembre 2021, 08:35 - Ultimo aggiornamento: 09:15

PERUGIA L’inflazione torna a salire e la prospettiva dei rincari energetici autunnali rischia di mandare in tilt i conti delle famiglie che negli ultimi 12 mesi hanno già subito vari ritocchi. Dalla carne al pesce, passando per pomodori, pesche e carburanti, nel confronto tra le due ultime estati gli scontrini si sono appesantiti. «C’è stato un balzo dei prezzi anche in Umbria – osserva Carla Falcinelli, presidente del Codacons Umbria – e siamo preoccupati dalla prospettiva dei rincari sul versante energetico. Già oggi riceviamo decine di richieste a settimana per verificare conguagli e chiedere rateizzazioni». Intanto, gli aumenti subiti sui carburanti, fino al 17% in Umbria, rischiano di generare una spesa aggiuntiva di circa 600 euro a famiglia.
Oltre a quelli annunciati, preoccupano gli aumenti già subiti. Un vasto campionario di ritocchi emerge, infatti, confrontando i prezzi medi rilevati a Perugia e a Terni nell’ultimo anno da Osservaprezzi nelle cinque categorie merceologiche monitorate. Solo lievi ritocchi nel comparto alimentare con aumenti del 5,6% per la carne fresca di suino e del 4% per il petto di pollo. Prezzi meno gentili nel comparto ittico con alici, trote di allevamento e vongole fresche che hanno subito aumenti compresi tra il 6,5 e il 9,7%. Listini sull’ottovolante nell’ortofrutta, le cui dinamiche sono più legate a fattori stagionali. Il record spetta ai peperoni quadrati che rispetto ad agosto 2020 hanno subito un aumento quasi del 50%, i pomodori ciliegini e da sugo del 40%. Più riduzioni che rincari nel bancone frutta, con pesche e ananas più cari del 9-11%, mentre i prezzi di banane, mele (golden delicious) e limoni hanno subito una riduzione media del 10%. Nel capitolo “servizi”, l’aumento maggiore, del 13%, è appannaggio dei biglietti per il cinema, il cui prezzo medio (tra quelli di Perugia e Terni) è passato da 5,90 a 6,70 euro. Tariffe più alte per i b&b (9,7%), taglio capelli donna (5,7%), equilibratura e convergenza gomme (4,2%), mentre risulta invariato il costo per lo smaltimento dei rifiuti urbani per un’abitazione di 100 metri quadrati: 292,07 a Perugia, 210,93 a Terni.
Note dolenti dal comparto “energia” con i prezzi dei carburanti tradizionali saliti di oltre il 16%: si sta pagando fino al 17,5% in più per il gasolio self service, il 16,8 per la benzina verde; rincari anche per il Gpl, +10%. Secondo il Codacons, si parla di circa 300 euro annui in più cui se ne aggiungono altrettanti per la spesa aggiuntiva prevista per trasporti e spostamenti. «Il caro-benzina rischia di trascinare con sé i prezzi al dettaglio – osserva Carla Falcinelli - determinando tensioni nel settore alimentare, considerando che a livello nazionale i listini al dettaglio del comparto ad agosto sono saliti del +0,8%. Anche in Umbria abbiamo notato rialzi sull’ortofrutta per fagiolini, peperoni e pesche».
Sullo sfondo i paventati aumenti delle bollette energetiche. «Sarebbe il colpo di grazia per le famiglie, considerando che quotidianamente riceviamo richieste di aiuto per verificare i conguagli di luce, gas e soprattutto acqua che nel 99% dei casi sono giusti». In seconda battuta, quindi si passa alla rateizzazione. «Richieste che negli ultimi 12 mesi hanno subito una vera e propria impennata». Dietro l’angolo incombe l’aumento delle tariffe di luce e gas. «Auspichiamo un intervento da parte del governo che, però, temiamo si possa limitare solo ad alcune voci complementari come gli oneri di sistema, senza intervenire su Iva e accise. Sul costo, in caso di aumenti, poco si potrà fare. Ma sulla questione utenze, il nostro auspicio è che a livello centrale si intervenga per impedire la chiusura del mercato tutelato, dirottando l’utenza sul mercato libero dove i prezzi non sono calmierati». Un comparto nel quale c’è stata una proliferazione che si è tradotta con un “assalto” ai cittadini con telefonate assillanti quotidiane. «Sono nate aziende di fornitura energetica che agiscono solo su internet e sono difficilmente rintracciabili», aggiunge Falcinelli. «In questo momento stiamo riscontrando problemi con una compagnia della quale non riusciamo ad avere la pec e l’indirizzo fisico per inoltrare una richiesta di recesso».

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