Migliaiai di foto e video hard con bambini: indagato perugino "insospettabile"

Migliaiai di foto e video hard con bambini: indagato perugino "insospettabile"
di Michele Milletti
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Giovedì 29 Settembre 2022, 06:30

PERUGIA - Foto e video hard di bambini, ottenute dopo essersi iscritto in un canale di una piattaforma di messaggistica immediata e aver ottenuto un link che lo faceva accedere alle “reti oscure” di internet in cui si può entrare solo in possesso di determinati codici. per questo un perugino “insospettabile” è tra i 26 indagati dalla polizia postale di Napoli, che nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla procura partenopea in tutta Italia si è avvalsa anche della collaborazione dei colleghi della polizia postale di Perugia, diretti da Michela Sambuchi.
All’alba di ieri sono scattate le perquisizioni nelle abitazioni dei 26 individui sottoposti alle indagini: una complessa operazione di contrasto alla pedopornografia online che ha portato gli investigatori anche in un’abitazione alle porte di Perugia, dove appunto risiede l’uomo cui sono stati tolti tutti gli apparecchi informatici e i supporti per essere analizzati.

Operazioni molto complesse, che sono andate avanti per tutta la giornata dal momento che la perquisizione e relativa analisi di un computer o di un telefono cellulare richiedono tempo e conoscenza non solo dei programmi software utilizzati ma anche di internet e delle dinamiche dei social network.

SOLDI VIRTUALI IN CAMBIO DI CODICI D’ACCESSO 

In pratica, il  perugino e gli altri utenti sarebbero stati sorpresi a pagare in cambio di questi codici loro consegnati dopo aver fatto accesso alle dark net di internet attraverso il canale della piattaforma di messaggistica. Gli investigatori partenopei hanno scoperto tutto ciò agendo in modalità undercover e dunque fingendosi a loro volta utenti. Ciò ha consentito loro di smantellare una rete di utenti che, convinti di trovarsi in una situazione  affidabile in ragione dell’anonimato garantito, gestiva la compravendita di materiale prodotto mediante lo sfruttamento sessuale di minori anche di tenera età. 

Gli operatori, dopo essersi introdotti in alcuni canali di condivisione del materiale illecito, sono riusciti ad instaurare un rapporto di fiducia con alcuni interlocutori che si mostravano interessati allo scambio o alla cessione in cambio di somme di denaro che variavano in base all’età delle minori vittime degli abusi.
L’attenzione degli investigatori si è focalizzata in modo particolare sulla presenza di alcuni gruppi chiusi, in cui veniva divulgato una grande quantità di materiale pedopornografico, ai quali potevano accedere soltanto gli utenti ritenuti affidabili dagli amministratori previo pagamento di una somma di denaro che abilitava all’iscrizione al gruppo.

ABBONAMENTI DA INCUBO
Da segnalare come, in base a quanto ricostruito dalle indagini, sarebbero stati messi a disposizione degli utenti dei veri e propri abbonamenti che potevano avere una durata giornaliera oppure più ampia. «È in corso inoltre l’esecuzione del provvedimento con il quale l’autorità giudiziaria - rende noto la polizia - ha disposto la chiusura di alcuni canali, gruppi e Bot presenti sulla piattaforma, utilizzati per la commercializzazione e lo scambio di file pedopornografici».

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