Polveri sottili da record, Umbria sotto la cappa dell'inquinamento

Una giornata di blocco del traffico a Perugia
di Selenio Canestrelli
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Mercoledì 22 Dicembre 2021, 07:20 - Ultimo aggiornamento: 07:25

PERUGIA L’Umbria è sotto la cappa dell’inquinamento, e scatta la prima allerta. Buona parte della regione è segnata in rosso per le elevate concentrazioni di polveri sottili nell’aria con le centraline dell’Arpa, l’Agenzia di protezione ambientale, che segnano cifre anche molto superiori ai livelli accettabili, facendo segnare oltre i limiti 10 punti di rilevamento su 14 attivati nel territorio. Un vero proprio record in negativo che nel mese di dicembre, in base alle statistiche disponibili, non si presentava in questo modo dal 2015. E le previsioni per i prossimi giorni non lasciano ben sperare, con un piccolo spiraglio positivo solo nella giornata di oggi, mentre per domani, in base alle previsioni dei tecnici dell’Arpa, quasi tutta la regione tornerà in parte rosso. Un’emergenza che non ci voleva proprio, tra shopping natalizio e preparativi per le festività, ma che potrebbe suggerire nei prossimi giorni dei provvedimenti restrittivi, per quello che riguarda il traffico da parte dei Comuni coinvolti dalla presenza delle pm10, con limitazioni mirate alla viabilità o l'istituzione di targhe alterne o del blocco parziale del traffico per quelle auto comprese nelle fasce più inquinanti. Tutto è possibile come stabilisce un protocollo regionale stipulato tra i Comuni nel momento in cui si presentano condizioni tali (come, ad esempio, il superamento dei limiti per giorni di seguito e previsioni meteo non positive) da costringere le Amministrazioni a prendere precauzioni per la cittadinanza. E’ record, insomma, per le polveri inquinanti: primi della lista sono Perugia e Terni, seguono subito dopo Città di Castello Narni e Foligno. Salve, per ora, con i limiti che non toccano il rosso, Gubbio, Spoleto e Orvieto. Ma a preoccupare maggiormente sono i limiti superati nell’hinterland perugino: la centralina di Ponte San Giovanni, ad esempio, ha fatto segnare lunedì quota 82 microgrammi per metro cubo (il limite di sicurezza è di 50), mentre quella di Fontivegge si è fermata, per ora, a 68 microgrammi. Nel ternano le centraline toccano valori molto alti tra le zone di Carrara (101) e Le Grazie con 96 microgrammi per metro cubo. Una situazione che rischia di diventare molto preoccupante che si mescola con la pandemia in atto e che dovrebbe consigliare a chi ha problemi di salute di prendere accorgimenti per evitare di esporsi per tanto tempo alle temibili polveri sottili. Infatti, le pm10 sarebbero responsabili, soprattutto per i soggetti sensibili, cioè persone già affette da patologie polmonari e cardiache o asmatiche, di un peggioramento delle malattie e uno scatenamento dei sintomi tipici del disturbo. "Studi condotti in materia - fa sapere l'Arpa - hanno anche registrato un aumento dei ricoveri ospedalieri e della mortalità per patologie respiratorie e cardiache direttamente riferibili all'inquinamento da polveri". Ed ecco che la rete di monitoraggio è fondamentale in questi casi con controlli giornalieri sulla qualità dell’aria stabiliti dal piano regionale della qualità dell'aria che dal 2013 ha individuato, sulla base dei dati raccolti, le aree attualmente a maggior rischio di inquinamento atmosferico nella regione e anche una serie di misure di intervento “con l'obiettivo di raggiungere livelli di qualità dell'aria che non comportino impatti negativi per la salute umana e per l'ambiente. Le misure del piano, infatti, riguardano principalmente iniziative per la riduzione del traffico leggero e pesante in corrispondenza dei centri urbani nonché la diffusione di sistemi ad alto rendimento per la combustione domestica delle biomasse legnose, in sostituzione delle attuali stufe, caldaie e caminetti, privi di particolari caratteristiche di efficienza e quindi molto più inquinanti”.

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