Poliziotti col taser a Terni e Orvieto, I sindacati: "Uno strumento per lavorare in sicurezza"

Poliziotti col taser a Terni e Orvieto, I sindacati: "Uno strumento per lavorare in sicurezza"
di Nicoletta Gigli
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Giovedì 12 Maggio 2022, 00:50

TERNI - Il personale è stato formato, i primi taser sono già arrivati in questura e al commissariato di Orvieto e d’ora in poi la tanto discussa arma a impulsi elettrici sarà la “compagna” di lavoro di chi si occupa di controllo del territorio.

Da lunedì 23 maggio gli uomini della squadra volante e della squadra mobile in servizio giorno e notte sulle strade di Terni e Orvieto, porteranno con sé questo strumento. Che ridurrà i rischi per l’incolumità del personale che opera su strada e sarà utile a dissuadere  persone non collaborative o violente.

Il via libera all’uso del taser da parte del ministero dell’Interno, con Terni e Orvieto a fare da apripista per l’Umbria, viene salutato con favore da chi lavora per la sicurezza dei cittadini. E mette d’accordo tutti i sindacati di polizia.

“Non è un’arma nociva come qualcuno vuole fa credere - dice Claudio Senese, segretario regionale del Sap - ed è fondamentale per evitare episodi con conseguenze pesanti per le forze di polizia. Se ci fosse stato il taser quella mattina in cui andò in scena la sparatoria in via Curio Dentato si sarebbe evitato il ferimento di chi intervenne per placare una persona fuori di sé. E’ un deterrente a tutela nostra e di chi ci sta di fronte, molto utile per evitare il contatto con chi delinque - aggiunge Senese - e per questo abbiamo insistito tanto perché il personale fosse dotato di questo strumento”.

Per Roberto Peppicelli, segretario provinciale del Siulp “si tratta di uno strumento per lungo tempo ostacolato ma che risolverà tantissime situazioni critiche laddove, per obblighi imposti dalla legge, non è possibile intervenire con la forza o con l’uso delle armi. Uno strumento a tutela dell’operatore, della parte che pone in essere azioni offensive e della collettività e non vediamo motivi ostativi alla sua messa in uso”.

I primi poliziotti sono stati adeguatamente formati e seguiranno il protocollo che, tra l’altro, prevede di avvisare preventivamente la persona del fatto che verrà usato il taser.

“Siamo pronti per andare sul territorio con questo strumento di dissuasione in più - dice Anna Maria Mancini, segretaria provinciale del Siap. Uno strumento non invasivo ma fondamentale per affrontare situazioni sempre più frequenti, come la presenza di persone agitate, magari per l’uso di sostanze, che non si rendono conto delle proprie azioni.  Ci auguriamo che possa diventare presto, per tutti i poliziotti e le poliziotte che lavorano sul territorio, un utile strumento da poter utilizzare per lavorare in sicurezza”.

La battaglia per il taser ha visto in prima linea Francesco Petitti, segretario regionale dell’Fsp: “Uno strumento in più per chi lavora su strada e molto attuale, perché sempre più spesso siamo chiamati a contrastare persone che non ci stanno con la testa. E’ molto efficace perché immobilizza per qualche minuto le persone che dobbiamo fermare e ci risparmia i rischi dell’uso della forza o di armi  e di lavorare in sicurezza”.

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