Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Professione biscazziere, anatomia
del "pollo" umbro spennato a poker

Professione biscazziere, anatomia del "pollo" umbro spennato a poker
di Michele Milletti
2 Minuti di Lettura
Domenica 26 Gennaio 2014, 21:44
PERUGIA - Anatomia del pollo umbro. Non un trattato di veterinaria. Ma il profilo del riccone puntualmente spennato al tavolo da gioco. Ne venivano tanti, perugini e umbri. Arrivavano per le fiere, per i gioielli, per convegni, per il Pitti. Industriali, imprenditori, professionisti, benestanti. A noi bastava un gancio, un parente o un amico comune, che ci avvertisse per tempo. Guarda che questo ha un sacco di soldi, te lo porto io.A volte, il gancio, poteva essere anche il portiere di notte dei lussuosi alberghi in cui erano ospiti.



E il gioco era fatto. Perché il pollo da tavolo verde, anche quello umbro, ha un elemento comune: «La presunzione che gli viene dall'essere uomo di successo, che ha fatto i soldi». Quella di Giovanni Bruzzi, il Professore delle bische a cinque stelle, è anche la storia della gang fiorentina numero uno degli anni ’60 e ’70. Anni di rinascita economica, night club con voci mitiche e splendide donne, Mercedes e Lamborghini, champagne come se piovesse. Di inverno nei locali del centro storico di Firenze, d'estate in leggendarie ville in Versilia.



Un vortice che è storia e romanzo, che è racconto di una banda leggendaria in grado per oltre dieci anni di «mettere in mutande e stangare» ricconi di ogni dove, anche in trasferta di piacere (spesso mascherata da lavoro) dall'Umbria. Bruzzi, settantenne fiorentino dallo sguardo penetrante, battuta pronta e milioni di aneddoti, di mondo ne ha visto e vissuto parecchio. Da Rue Fontaine 42 di Parigi quando, giovanissimo, andò a bussare alla porta di André Breton, alle bische clandestine e il periodo romano delle corse dei cavalli con i boss della Banda della Magliana, fino alla nomina di Cavaliere della Repubblica nel 2006 per una vita da pittore sviluppata in oltre cento mostre.



Una vita raccontata, tutta d'un fiato, al Trottamundo café libreria, nel corso dell'incontro organizzato dall'associazione culturale Saloon33 presieduta da Francesco Rondolini, attraverso le pagine di “Professione Biscazziere”, libro (alla terza edizione) sulla sua vita incrociata con quella della gang fiorentina guidata dal boss Renis. Fino alla società, alla pari, con il super-baro francese Albert il Marsigliese. Bruzzi (della sua esperienza e del suo libro si è servito Pupi Avati per i suoi film Regalo di Natale e La rivincita di Natale) ha tenuto alti attenzione e interesse del pubblico.



«Erano attentissimi - conferma il Professore dopo l’incontro - evidentemente queste storie sono ancora interessanti». Sfida vinta anche per l'associazione Saloon33. «Il nostro obiettivo è quello di raccontare e far raccontare dai diretti protagonisti queste vite ed esperienze incredibili - conclude Rondolini -. Con Bruzzi possiamo dire di essere particolarmente soddisfatti e onorati».
© RIPRODUZIONE RISERVATA