Piscine in crisi per i caro bollette, stop Borgo Bovio: «Situazione insostenibile»

Piscine in crisi per i caro bollette, stop Borgo Bovio: «Situazione insostenibile»
di Lorenzo Pulcioni
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Sabato 1 Ottobre 2022, 10:57 - Ultimo aggiornamento: 10:58

TERNI La parola d'ordine è non scaricare gli aumenti sui cittadini. Ma le piscine rischiano di affogare tra le bollette. «Restare aperti è una scelta di passione, tiriamo avanti grazie al buon lavoro degli anni precedenti» dicono i gestori. Delle due piscine comunali gemelle di Borgo Bovio e Campitello resterà aperta solo la seconda. Da gennaio l'energia elettrica è aumentata da 0,20 a 0,70 euro al kw/h mentre il gas da 0,5 a 1,70 euro al metro cubo.
«Siamo costretti a tenere aperta solo la piscina di Campitello perchè è più esposta al sole e consuma meno gas, trasferiremo lì corsi e attività finchè è possibile» dice Giuseppe Trastulli, responsabile tecnico degli impianti comunali gestiti da Azzurra Endas. La piscina di via Vulcano resterà chiusa approfittando dei necessari lavori di manutenzione. «Se la situazione non cambia, abbiamo calcolato una proiezione dei costi di 450 mila euro all'anno. Insostenibile, anche perchè siamo una Asd e lavoriamo sul sociale. Non possiamo far cadere i costi sugli utenti». Alessandro Mastrofini, presidente di Piscine dello Stadio srl: «La situazione è sotto gli occhi di tutti, servono provvedimenti urgenti. I costi sono triplicati e così saremo costretti a chiudere. A maggio e luglio abbiamo avuto un aumento dell'80 percento di energia elettrica, adesso aspettiamo la bolletta di agosto. Per l'inverno non abbiamo idea di come fare, serve un intervento nazionale ma anche qualcosa nell'immediato. A Firenze le piscine pubbliche si sono rivolte al sindaco che ha messo 70 mila euro. Il nostro impianto tra piscina e palestra consuma 75 mila kw al mese di energia. Con il fotovoltaico copriamo appena il 10 percento. L'impianto di cogenerazione produce energia consumando gas, ma se il gas è alle stelle il problema rimane».

Fabrizio Rossi è il gestore della piscina di viale Trieste di proprietà della Provincia di Terni. Tra Lazio, Toscana, Sicilia e Umbria, Rossi gestiva otto impianti ma dopo l'estate quelli aperti sono solo tre: «La politica se ne accorge adesso, noi di questa situazione abbiamo contezza da luglio. Dove gli enti locali non permettono di chiudere abbiamo restituito le chiavi, in alcuni casi si rischia il contenzioso. Alla piscina di viale Trieste stiamo facendo un intervento straordinario di manutenzione da 200 mila euro. Riapriremo a metà ottobre, abbiamo già 400 pre-iscrizioni per la scuola nuoto e l'intera squadra del Clt che verrà ad allenarsi. Abbiamo ritoccato le tariffe del 10-15 percento a fronte di rincari del 300-400 percento. Con i teli isotermici copriamo le vasche di notte, ma sono palliativi che fanno risparmiare poche centinaia di euro».
Diego Cipiccia della Tonic ha visto lievitare i costi dell'energia elettrica da 12 mila a 27 mila euro al mese: «Le piscine, così come le acciaierie e tutte le aziende energivore che hanno alti consumi, sono in una situazione drammatica. Riusciremo ad andare avanti tamponando grazie al buon lavoro degli anni passati, ma non ci sono margini per continuare nel lungo periodo. Una famiglia paga l'abbonamento mensile al nuoto 80 euro, non possiamo mica aumentare il prezzo a 150 euro. Le giornate ancora ci aiutano, le temperature sono discrete e il riscaldamento minimo. Ma non so che aspettarmi. Non vogliamo chiudere, ma restare aperti oggi è solo una scelta di passione».
 

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