Chiusura delle “Piscine dello stadio”
Una cascata di debiti, nel 2018
le prime ingiunzioni di pagamento

Chiusura delle “Piscine dello stadio” Una cascata di debiti, nel 2018 le prime ingiunzioni di pagamento
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Giovedì 20 Gennaio 2022, 08:22 - Ultimo aggiornamento: 08:42

TERNI Una voragine di debiti. Le utenze non pagate sono solo l’ultimo anello di una serie importante di esposizioni debitorie che hanno gravato sulla struttura delle Piscine dello Stadio almeno dal 2017. Anno in cui la società concessionaria inizia a lamentare ritardi da parte del sub concessionario, la Pds Sport & Fun, nel pagamento dei canoni di subconcessione. Tanto che, già nel 2018, la concessionaria era ricorsa due volte a decreti ingiuntivi per diverse centinaia di migliaia di euro. La lettura dei bilanci delle società che ruotano intorno al complesso di viale dello Stadio offre una panoramica, se non esaustiva, certamente significativa dell’esposizione debitoria a cui nel corso degli anni è andata incontro la società sub concessionaria e la sua affittuaria. All’interno della struttura, infatti, sino a lunedì scorso c’erano due società le Piscine dello Stadio Fitness & Wellness ssd arl e la Stadium Wellness & Healt ssd arl che effettuavano attività sportive come risulta dal Registro delle imprese. Presumibilmente sub-affittuarie della subconcessionaria. La prima, costituita nel 2014, vede come legale rappresentante Maurizio Frasconi che è anche socio della Pds Sport & Fun, la seconda è nata nel 2021. Sfogliando le pagine dei bilanci delle società, balza agli occhi il dato dei debiti al 31 dicembre 2020 della Pds Sport & Fun pari a complessivi 967.964 euro di cui la fetta più significativa, pari a 743.613, va sotto la voce fornitori. Nello stesso bilancio Pds Sport & Fun vanta crediti esigibili entro l’anno successivo per oltre 994mila euro. Forse i canoni di locazione da incassare? E allora andando a leggere il bilancio anche della ‘Piscine dello Stadio Fitness & Wellness’, la società che svolge attività sportiva nella struttura da più tempo, si osserva che le difficoltà economiche per questa realtà iniziano nel 2019, quindi in un periodo pre-covid. I ricavi passano dagli oltre 2 milioni e 100mila euro del 2018 al 1.757mila del 2019, scendendo a 742mila nell’anno del covid. Se nel 2018 la società aveva chiuso il bilancio con un utile di poco meno di 50mila euro, nel 2019 la perdita supera i 204mila euro e arriva a 638mila euro nel 2020. Tra le voci c’è il capitolo relativo al costo del personale. Al paragrafo salari e stipendi si legge che nel 2018 la società aveva speso poco più di 118mila euro, nel 2019 la cifra era scesa a 43mila 700 euro per arrivare nel 2020 (anno del lockdown e della cassa integrazione) a poco meno di 15 mila euro. Lo stesso Frasconi, in una video intervista dello scorso settembre, in qualità di direttore di Piscine dello Stadio, diceva che la struttura inizialmente contava 90 dipendenti e, in seguito alle difficoltà del covid, era ripartita con 45. Dipendenti e collaboratori che, con la sospensione dell’attività, sono rimasti con il fiato sospeso. Un dato, comunque, è chiaro: i numeri dimostrano come le problematiche del covid siano subentrate in una situazione economico-finanziaria già in forte difficoltà. 

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