La questura di Terni ricorda
Roberto Antiochia ucciso dalla mafia
con un docufilm e un albero
(Foto Papa)

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La questura di Terni ha celebrato  oggi Roberto Antiochia, l'agente della polizia di Stato ternano
morto a Palermo nel 1985, a soli 23 anni, nell'attentato mafioso  n cui venne ucciso anche il vice questore Ninni Cassarà. Stamani, in occasione dell'anniversario del compleanno del  poliziotto - nato proprio a Terni il 7 giugno 1962 - è stato  infatti proiettato in anteprima il docufilm «Roberto Antiochia,  la vita di un giovane ternano per la legalità». Il filmato  ripercorre la storia dell'agente, entrato in polizia a soli 18
anni, con le testimonianze tra gli altri anche del fratello,  Alessandro, e di Tina Montinaro, moglie di Antonio, il capo  della scorta di Giovanni Falcone, ucciso anche lui per mano di  Cosa Nostra nella strage di Capaci.
«Roberto era un ragazzo allegro, gli piaceva la vita,  scherzava e giocava, ma era anche molto deciso nelle sue cose, era inossidabile», ha ricordato il fratello.  La proiezione è stata seguita poi dalla messa a dimora, nella  rotonda davanti alla questura, di una pianta in onore dello  stesso Antiochia, a cui è dedicata anche la via che porta agli uffici. Presenti tra gli altri anche il prefetto Dario Emilio  Sensi e il sindaco Leonardo Latini.
«Roberto ci ha lasciato un messaggio: c'è una sola via uguale  per tutti, quella della legalità», ha detto il questore Massucci, promotore dell'evento.

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