Uomini e animali. Uccidete
lo scoiattolo Ryan

Uomini e animali. Uccidete lo scoiattolo Ryan
di Italo Carmignani
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Sabato 13 Dicembre 2014, 12:48 - Ultimo aggiornamento: 14 Dicembre, 11:25

​PERUGIA - Con malcelato terrore apprendiamo come la scomparsa dello scoiattolo rosso potrebbe portare all'economia danni enormi.

Sostengono in preoccupante coro le Regioni Umbria e Lazio, il Comune di Perugia, l'Istituto zooprofilattico sperimentale Umbria e Marche, Legambiente Umbria e Istituto Oikos: l'invasione delle specie alloctone invasive (animali immigrati) porta all'Europa una perdita di 12 (dodici) miliardi di euro all'anno. Nemico numero uno dello scoiattolo rosso è il temibile e lo scoiattolo grigio, proveniente dagli Stati Uniti. Nonostante la sua grazia e carineria, pari a quella del cugino rosso, per il grigio è in programma uno sterminio seriale pagato dal contribuente. Scrivono le organizzazioni di cui sopra: dal 2016 prenderanno il via le “operazioni di gestione” con la rimozione vera e propria degli scoiattoli grigi, sia direttamente che attraverso la cattura, la sterilizzazione chirurgica e il successivo rilascio. Visto il reale pericolo per la nostra economia che dallo scoiattolo rosso probabilmente potrà recuperare circa un milione di posti di lavoro, quanto evitare il crollo in Borsa delle nocciole, criticare la campagna di soppressione è sconveniente e politicamente scorretto. In effetti è una bella lezione da portare nelle scuole sostenere di dover sopprimere una specie rispetto ad un'altra, seppure animale. Fino a quando non dovessimo scoprire che il grigio è arrivato qui a bordo di navi munito di valigia di cartone, pane e salame e un'espressione tipica americana: «Mizzica». Instillandoci il vivo sospetto come il grigio non sia altro che l'antenato del fucsia partito negli anni Trenta da Palermo alla volta di Nuova York. E poi tornato incavolato. Nero.

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