Il nuovo stadio Curi può crescere in tre mosse: capienza in base alle fortune del Perugia

Mercoledì 16 Dicembre 2020
Il nuovo stadio Curi può crescere in tre mosse: capienza in base alle fortune del Perugia

PERUGIA - Per il nuovo stadio Curi un vertice dietro l’altro. Ancora con Cassa Depositi e Prestiti, ancora con il Credito Sportivo, con un ruolo importante anche da parte del Perugia.
Ancora riunioni, l’ultima a Palazzo dei Priori con tecnici e delegazione di giunta che segue il caso del nuovo Curi (il sindaco Romizi, gli assessori Clara Pastorelli e Margherita Scoccia) e il tavolo si riempie di fogli. Con la calcolatrice che sta sempre lì, in bella vista perché tutto gira intorno ai numeri, cioè i soldi. Da trovare. La quota parte del Comune che dovrebbe essere comunque robusta, gli investitori a cui sta lavorando Cassa Depositi e Prestiti e l’impegno del Credito Sportivo. Con il Perugia (cioè il presidente Santopadre) che, in questo tavolo, ha per forza di cose un ruolo. Non solo sportivo. Ecco allora che il quadro diventa più chiaro. Posto che il nuovo Curi nascerà sulle ceneri del vecchio. Perché la storia va salvaguardata e perché i vincoli legati alla presenza del torrente Genna hanno consigliato di non spostare nella zona dei campi di allenamento il nuovo Curi.
L’obiettivo, sul fronte della capienza, è arrivare a ventimila posti. Ma come? Ed ecco la novità che è maturata nel corso delle scorse settimane. Perché il nuovo Curi può anche nascere in maniera modulare. Dodicimila posti che costerebbero trentadue milioni di euro, trentasei milioni per arrivare a sedicimila posti e poi lo step verso i ventimila posti che porta il costo ai quaranta milioni e passa.
Le tre mosse sono legate a filo doppio alla crescita della squadra. Più il Perugia può salire di categoria e più si aggiunge un modulo a quello base. Si può fare anche a step, secondo quanto trapela da palazzo dei Priori.
Il nodo resta sempre quello dei fondi. Gli incontri di questi giorni sono orientati proprio alla valutazione della sostenibilità finanziaria dell’operazione. Che, è bene sottolinearlo, non è una passeggiata di salute. E non è il caso di dare per scontato che l’operazione nuovo Curi andrà in porto con una data certa del taglio del nastro.
L’ipotesi progettuale prevede uno stadio tutto coperto, nella sua declinazione finale, e con la novità delle tribuna centrale che verrà piazzata dove adesso c’è la gradinata. Contestualmente gli spogliatoi, come era già previsto in uno dei progetti che poi si sono arenati, finirebbe nella pancia del nuovo stadio proprio sotto la tribuna. Da lì, come avviene ormai dappertutto, uscirebbero le squadre per entrare in campo. Ma è meglio non correre. Prima di ci sono da mettere insieme tanti mattoni.

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