Perugia: serpenti, ecco cosa fare se s'incontrano e come capire se sono velenosi o innocui. In prima linea Carabinieri Forestali e Wildumbria

Perugia: serpenti, ecco cosa fare se s'incontrano e come capire se sono velenosi o innocui. In prima linea Carabinieri Forestali e Wildumbria
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Venerdì 25 Giugno 2021, 14:29 - Ultimo aggiornamento: 14:30

PERUGIA - Con le giornate di caldo inizia la stagione degli avvistamenti dei serpenti. Potrà capitare quindi, durante una passeggiata in campagna o lungo qualche sentiero di montagna, di fare l’incontro con serpenti usciti dal loro letargo invernale. Spesso questi incontri si concludono con l’uccisione del rettile e all’episodio, magari condiviso sui social, viene spesso dato un risalto mediatico che genera ingiustificati timori. Sebbene chi abiti in campagna sia in grado di riconoscere una vipera da un innocuo serpente non velenoso, questo non è vero per la maggior parte dei cittadini. È allora utile qualche informazione in più, per avere un comportamento responsabile e rispettoso nei confronti di animali così utili all’equilibrio dei nostri ambienti naturali, che abitualmente vengono uccisi senza alcun motivo. 

SERPENTI DELL’UMBRIA

In Italia abbiamo 16 specie di serpenti non velenosi, chiamati comunemente bisce o colubri, appartenenti alla famiglia dei Colubridi; non di rilevanza medica per l’uomo. I caratteri distintivi sono: lunghezza degli adulti abbondantemente oltre il metro (fino a 160 cm, di rado anche oltre), nella maggior parte dei casi capo ovale, poco distinto dal collo, muso arrotondato, pupille rotonde, squame del capo grandi; corpo affusolato con coda lunga e sottile. Le più facili da incontrare nella nostra regione sono: Biacco: colorazione del dorso nera o verde scuro con bande o screziature gialle o verdastre, ventre color crema. In alcuni casi può essere totalmente nero. È la specie più agile e veloce, diffuso un po' ovunque: molto elusivo, se catturato non esita a mordere per difendersi, non comportando comunque nessun pericolo per l’uomo. Natrice dal collare: insieme al biacco è la specie più comune nel territorio regionale. Il colore della livrea è variabile dal grigio chiaro al verde scuro con barre trasversali nere; è presente quasi sempre un collare bianco/crema bordato di nero; frequenta ambienti acquatici. Va detto che le femmine adulte, che possono raggiungere facilmente il metro e mezzo di lunghezza, con un corpo piuttosto grosso e una coda relativamente corta e tozza, vengono spesso scambiate per grosse vipere. La confusione è generata probabilmente dalla colorazione a barre nere su fondo grigio, simile a quella della vipera comune. Saettone comune: colore marrone-dorato, verde oliva con ventre giallastro. È comune nelle zone boschive; buon arrampicatore. Cervone: può raggiungere dimensioni notevoli, anche più di 2 metri. La livrea degli adulti è brunastra con quattro caratteristiche linee scure longitudinali che percorrono tutto il corpo, due per lato. Tra i serpenti velenosi, in Italia abbiamo 5 specie appartenenti alla famiglia dei Viperidi; di cui due sole specie presenti in Umbria: vipera Aspis: detta anche vipera comune, diffusa quasi esclusivamente in collina e in montagna. I caratteri distintivi sono una testa triangolare ben distinta dal collo, muso squadrato con apice rivolto verso l’alto, pupille verticali ellittiche, corpo tozzo che termina bruscamente con una coda breve e sottile, la lunghezza degli adulti solitamente inferiore agli 80 cm e comunque sempre ampiamente al di sotto del metro. La livrea può essere variabile da individuo a individuo, generalmente va dal rosso-marrone al grigiastro con corte bande scure trasversali. vipera dell’Orsini: è la più piccola vipera europea, al massimo raggiunge i 50 cm; in Umbria è stata segnalata la sua presenza nei Monti Sibillini, si nutre quasi esclusivamente di ortotteri. Il colore di fondo va dal grigiastro al marrone chiaro sul quale spicca una evidente linea nera che forma un caratteristico disegno in guisa di greca. Stato di conservazione vulnerabile; è una specie protetta da varie convenzioni internazionali, tra cui la CITES. Le vipere presenti nel nostro territorio, pur essendo animali velenosi, raramente comportano un rischio per l’uomo. Essendo rettili molto elusivi solitamente fuggono ai primi segni di presenza umana, o comunque non risultano mordaci a meno che non siano molestati o disturbati. È sempre bene porre attenzione ed essere prudenti quando ci si trova in contesti naturali, rispettando la presenza di questi animali. Bisogna inoltre tener conto che, essendo animali protetti, l’uccisione o il maltrattamento rappresenta un reato che comporta sanzioni pecuniarie.

COSA FARE

Quando siamo in campagna o in un’escursione in montagna è opportuno prendere alcune precauzioni, come indossare protezioni adeguate se camminiamo in mezzo all’erba alta, fare rumore provocando vibrazioni nel terreno, che “avvisano” i serpenti della nostra presenza e li fanno allontanare, prestare attenzione nei pressi di accumuli di pietre dove i serpenti possono trovare riparo, e lungo i corsi d’acqua, dove i serpenti vanno ad abbeverarsi.

A CHI RIVOLGERSI

Può capitare che i serpenti trovino riparo anche in prossimità delle nostre abitazioni, nei giardini, negli orti nelle legnaie, nelle nostre auto o luoghi simili. In caso di potenziale pericolo, a tutela dei bambini, di eventuali animali domestici e del serpente stesso, è opportuno catturare (senza danni) e delocalizzare (in area idonea) l’esemplare. Possiamo quindi rivolgerci: alla Centrale operativa dei VVF - al numero di emergenza 115 – Servizio SOS Animali - per i recuperi nelle abitazioni e nelle pertinenze, nel caso di imminente pericolo per le persone e gli animali domestici; alla Associazione WildUmbria che in Umbria si occupa del recupero della fauna selvatica ferita o in difficoltà, al numero di servizio 370 319 9068 per il recupero di serpenti feriti o in difficoltà, che non riescono ad allontanarsi da soli; ai CC Forestale – al numero di emergenza 112 o 1515 - nel caso di serpenti esotici tutelati dalla Convenzione di Washington, che una volta recuperati dovranno essere collocati in centri espressamente autorizzati dal Ministero dell’Ambiente.

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