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Perugia pulp, l'allarme: «Così usano gli specchietti delle nostre auto per iniettarsi la droga».

Perugia pulp, l'allarme: «Così usano gli specchietti delle nostre auto per iniettarsi la droga».
di Egle Priolo
3 Minuti di Lettura
Venerdì 12 Agosto 2022, 07:29

PERUGIA - «Io ho paura a uscire la sera da sola. Sotto casa spacciano ma soprattutto si bucano. Ci sono tossici che hanno usato gli specchietti delle nostre auto per vedere meglio dove infilare la siringa nel collo. Sono immagini raccapriccianti che nessuno dovrebbe mai vedere».

Lucia (il nome è di fantasia per garantire la sua sicurezza) ha circa quarant'anni e vive nella zona tra via Ruggero D'Andreotto e via XX Settembre, in quella zona di confine tra Fontivegge e i piedi del centro, dove le famiglie bene avevano le case più belle appena sotto l'acropoli. Una zona che però, negli anni, invece di inglobare un'area in via di disagio, ha finito – secondo le testimonianze di chi ci abita – per farsi contagiare dal degrado. Le battaglie per riqualificare palazzi e terreni abbandonati sono stati spesso raccontate dai rappresentanti di Progetto Fontivegge, che non hanno mai limitato la propria azione alla piana della stazione, ma il racconto di Lucia fa effettivamente rabbrividire.
«Lo spaccio che avviene sotto le nostre finestre è incredibile. C'è un via vai continuo di clienti e spacciatori, tra la zona sopra cui passa il minimetrò e quel parchetto che nessuno pulisce mai, tra erba alta e rifiuti, nonostante le nostre continue richieste. Li vedi passare a tutte le ore e io ho paura a uscire da sola. Senza considerare l'apprensione per i miei figli adolescenti che potrebbero trovarsi davanti questi soggetti anche solo tornando da scuola». Amalia è una sua vicina e racconta con parole simili quello che si trova a vivere da diverso tempo, nonostante le segnalazioni alle forze dell'ordine e anche all'amministrazione comunale. «Sono appena tornata dalle vacanze – dice al Messaggero – e ho trovato sotto casa due tossici con la siringa nel braccio. Si facevano così, a cielo aperto, senza alcun timore di essere visti. Se ho chiamato il 112? Certo, ma purtroppo non era possibile mandare nessuno in quel momento».

Segnalazioni e testimonianze che preoccupano, soprattutto per la grande attenzione che le forze dell'ordine e lo stesso Comune stanno mettendo da tempo sulla zona. Dove però, evidentemente, la situazione è tale che la coperta diventa corta. Sistemi da una parte e lo spaccio si sposta poco più là. Pulisci una zona e i bivacchi si allontanano di quel tanto che basta per creare nuovo scompiglio.
«È una situazione difficilissima che abbiamo già spesso segnalato, purtroppo ancora senza grossi risultati – spiegano le due donne -. Gli spacciatori fanno paura ma alla fine è loro interesse non creare problemi, passano la droga, prendono i soldi e vanno via. Qui da noi il problema vero sono i tossici, quelli che comprano una dose e se la sparano in vena poco lontano dai nostri portoni. Che ne sappiamo come possono reagire? È di questo che abbiamo paura».
Il racconto di Lucia, poi, proprio a questo proposito diventa fin troppo pulp. Ricordando come qualche tempo fa alcuni assuntori erano stati notati con angoscia mentre utilizzavano gli specchietti retrovisori delle macchine in sosta per trovare il punto giusto dove iniettarsi la droga nel collo. Un'immagine che anche solo a raccontarla fa accapponare la pelle.
Senza contare come spesso, purtroppo, in una zona che dalla Piaggia Colombata praticamente è a una scala mobile dalla via aurea e quindi da corso Vannucci, droga significhi anche microcriminalità e ladri. «Una famiglia che abita in via XX Settembre – chiude infatti Amalia – ha subito due furti in casa solo negli ultimi sei mesi. Difficile davvero campare così».

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