«Prostitute, spaccio e degrado, a Fontivegge ci vuole l'Antimafia»

«Prostitute, spaccio e degrado, a Fontivegge ci vuole l'Antimafia»
di Egle Priolo
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Venerdì 8 Ottobre 2021, 09:39 - Ultimo aggiornamento: 09:40

PERUGIA - Fontivegge, il degrado, la criminalità e i problemi ormai incancreniti del quartiere di benvenuto della città arrivano fino al tavolo dell'Antimafia.

Dopo le segnalazioni riportate su queste colonne e i disagi riportati sempre più spesso dai residenti di un'area complessa e problematica, infatti, il vicepresidente dell'Assemblea legislativa Simona Meloni ha incontrato i membri di Progetto Fontivegge per vedere da vicino le reali condizioni della zona all'ingresso di Perugia. Un viaggio nei vari problemi del quartiere, tra incuria, balordi, prostituzione diurna e spaccio a cielo aperto. Un viaggio che è diventato una richiesta a Eugenio Rondini, presidente della Commissione d’inchiesta Analisi e studi su criminalità organizzata ed infiltrazioni mafiose, corruzione, riciclaggio, narcotraffico e spaccio di stupefacenti per «evidenziare la necessità di approfondire un tema molto importante per i cittadini di Perugia e per l’intera comunità umbra, il quartiere di Fontivegge». «Sono sotto gli occhi di tutti – scrive il consigliere regionale del Partito democratico - ormai le condizioni di degrado e di insicurezza che che hanno reso il quartiere oramai invivibile e per il quale occorre un impegno serio e concreto, non più rimandabile. La stazione del nostro capoluogo e le aree di competenza, pur rappresentando uno snodo fondamentale non solo per la mobilità, ma anche come luogo di accesso alla città di Perugia e per le connessioni con gli altri sistemi di mobilità, non è purtroppo un buon biglietto da visita né per gli utenti né per i turisti. A questo proposito le chiedo di avviare un percorso di approfondimento al fine di poter aprire un confronto reale sui problemi di questo quartiere, legati per lo più allo spaccio ed alla prostituzione e le conseguenti e gravi problematiche che affliggono quotidianamente i nostri cittadini». Da qui, la richiesta di convocazione in audizione del procuratore Raffaele Cantone, del prefetto di Perugia Armando Gradone e del questore Antonio Sbordone. Tutti alla ricerca di una soluzione per ritrovare vivibilità e serenità in uno dei quartieri più importanti della città.

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