Un piccolo Rossini porta l'Umbria della musica in cima al mondo

Carmine Del Canto
di Egle Priolo
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 2 Giugno 2021, 10:15

PERUGIA - «Professo', ho vinto! L'ha detto il video... L'ho visto quattro volte, professo'. So' sicuro». Lo stupore fanciullesco più dell'orgoglio, la sorpresa gioiosa più dell'autostima. Perché Carmine Del Canto, studente appena a cavallo della maggiore età, ha portato in Umbria un premio internazionale e lo ha fatto con la semplicità di chi si impegna e basta, perché è giusto così.

Carmine, quarto anno del liceo musicale Italo Calvino di Città della Pieve, con il suo clarinetto infatti ha vinto il Premio Rossini, il riconoscimento più ambito del concorso Giovani in crescendo, a cui quest'anno hanno partecipato candidati provenienti da 16 nazioni, dall'Europa all'Estremo Oriente. Oltre duecento istituti in gara, tra cui i conservatori più rinomati del mondo, e Carmine, origini campane, un vissuto travagliato e la musica nel sangue (oltre che nel cognome), ha vinto. Come in una favola. Perché doveva andare così. Perché è giusto.
Lo racconta il maestro Daniele Vagnetti, musicista, direttore d'orchestra e l'insegnante che da quattro anni, a scuola, sostiene Carmine Del Canto nel suo percorso. «Per me è un grande orgoglio – spiega -. La sua vittoria è quella di un ragazzo che rinasce dalle sue ceneri, dopo le dure prove che la vita gli ha messo davanti. È rinato grazie alla musica, grazie a una famiglia appassionata, semplice ma in cui non sono mai mancati gli strumenti. In quella casa la musica è vita». E Carmine si è messo a studiare, i professori hanno «fatto cordata intorno a lui» ed è tornato alla vita: l'unico blocco, quello dei concorsi musicali. «Gli avevo parlato di Giovani in crescendo – prosegue il M° Vagnetti -, mi aveva assicurato che si sarebbe iscritto ma un giorno mi ha confessato di non averlo fatto. Allora ho chiamato io i responsabili del concorso, ho spiegato che un allievo non si era potuto iscrivere e mi hanno detto che era possibile fare alcune eccezioni: il termine era stato prorogato e Carmine aveva tre giorni di tempo». Tre giorni in cui ha dovuto studiare e registrare un brano di Rossini per clarinetto e pianoforte. Ha scritto anche una lettera all'Orchestra sinfonica Rossini che promuove il premio per ringraziare della possibilità che gli era stata data e poi ha aspettato. Fino alla comunicazione con il video della proclamazione visto, per essere certo si parlasse di lui, ben quattro volte. «Non ci posso credere - ha urlato al suo insegnante -. Adesso devo studiare di più, ché gli altri li ho ascoltati e, oh!, sono proprio bravi». «È stata un'iniezione di fiducia molto importante per lui – dice con orgoglio Vagnetti -, che unisce la passione al talento. Un premio vinto con umiltà, dopo tanto studio e ricerca. La sera prima della consegna ha registrato fin oltre la mezzanotte».
E si capisce quindi la gioia del professore che l'ha sorretto e sostenuto, con l'orgoglio di tutta la scuola che ieri in un post su Facebook ha applaudito «al talento del giovane Carmine e all’abnegazione del docente che ha lavorato con lo studente superando tutte le difficoltà di un anno difficile ma pieno di soddisfazioni».

Soddisfazioni che non sono le uniche per Vagnetti («precario da 4 anni, insegno per passione») e l'altra scuola in cui insegna, l'istituto comprensivo Perugia 13, per cui ha fondato un progetto di musica «per la diffusione della cultura musicale - spiega - come patrimonio territoriale, coinvolgendo tutte le associazioni culturali no profit del territorio e impiantando i concerti e spettacoli nei luoghi più significativi di un'area vasta e ricca di bellezze. Affinché i ragazzi stessi possano sentirsene parte e appropriarsi di questi luoghi e sentirli loro. Il castello di Ripa, di Collestrada, il ponte di Ponte Valleceppi, un concerto è stato organizzato anche dentro l'aeroporto internazionale dell'Umbria o la chiesa medievale di Sant'Egidio e così via. È servito per creare ponti e spazi culturali dove i ragazzi possano ritrovarsi e condividere le proprie idee, dare sfogo alle loro creatività. Quest'idea è piaciuta a vari artisti di fama internazionale, che hanno voluto generosamente dare il loro contributo, tra i quali frate Alessandro, il M° Javier Girotto e Fabrizio Bosso con il quale a distanza l'istituto ha realizzato il video “Continuiamo a Volare” che è stato presentato all'Istituto di Ricerca per l'innovazione della scuola italiana del ministero dell'Istruzione (Indire) in quanto selezionato tra i migliori prodotti dell'Umbria».

© RIPRODUZIONE RISERVATA