Perugia, negozianti detective
ritrovano le chitarre rubate ai Negrita

Venerdì 4 Gennaio 2019
Le chitarre rubate ai Negrita e i due negozianti che le hanno ritrovate
PERUGIA - «Nella notte di Natale ci sono state rubate cinque chitarre ed altri strumenti. Abbiamo deciso di postare le foto e le info rimaste a disposizione del materiale scomparso, nella speranza che una solidale condivisione e verifica fra i nostri fans, amici, colleghi e followers possa aiutarci a recuperare almeno qualcuno di questi strumenti che forse tante volte anche voi avete ascoltato e amato nelle nostre canzoni». Così, attraverso il proprio Facebook ufficiale, i Negrita qualche giorno fa raccontavano al mondo di aver subito il furto di alcuni strumenti all'interno della loro sala prove. Il dolore e la rabbia non era tanto per il danno economico quanto (e ogni musicista lo sa) perché perdere lo strumento che si suona è, come dice il chitarrista dei Negrita Drigo, «come sentirsi mutilati».

Per fortuna dei Negrita, a Perugia ci sono due negozianti detective che hanno permesso alla band di iniziare a recuperare parte degli strumenti rubati emesso gli investigatori sulle tracce dei banditi: sono Andrea Toccaceli e Alessandro Dragoni, titolari del negozio Pick Bazar a Madonna Alta. Un'attività non soltanto musicale, ma un punto di riferimento per la scena musicale cittadina dal momento che all'interno sono presenti le sale prove della mitica Stix.

Toccaceli e Dragoni, da esperti di strumenti musicali e musicisti, erano ovviamente a conoscenza del furto e gli è bastata un'occhiata a quelle due chitarre per capire che facevano parte del malloppo rubato ai Negrita. «Siamo stati contattati mercoledì sera da una persona che ci diceva di aver ritrovato nella mansarda di casa della madre due chitarre, due Gibson degli anni '60» racconta Toccaceli. Due pezzi che, se in buone condizioni, potrebbero essere stati di un certo valore economico. «Anche qualche decina di migliaia di euro». L'indomani, e cioè giovedì, di mattina due persone di presentano da Pick con le due chitarre di cui avevano parlato il giorno prima. Chissà, evidentemente i due balordi hanno pensato di trovarsi di fronte due commercianti non propriamente esperti di strumenti. «Una era sì una Gibson, ma l'altra è una Telecaster. E oltretutto è famosissima, perché è glitterata e con la scritta "Mac" cioè proprio uno dei componenti dei Negrita».

A quel punto, la prima cosa che Toccaceli e Dragoni fanno è quella di mettere in sicurezza le due chitarre dietro il bancone per poi dire ai due personaggi dall'altro lato di sapere bene e meglio che si trattatava di due strumenti rubati. «A quel punto - ricostruisce Toccaceli - uno dei due ha cercato di prendere tempo dicendo di dover avvertire sua madre e uscendo dal negozio». La manovra era chiara: pochi secondi e anche l'altro si è precipitato fuori dal negozio, per partire a tutto gas assieme al compare. Ma nel frattempo qualcuno ha preso la targa dell'auto, che i due negozianti hanno consegnato assieme alle chitarre in questura. «Siamo riusciti a raggiungere il bassista dei Negrita per informarli che avevamo consegnato alla polizia due delle chitarre rubate. Erano ovviamente felicissimi». La riconsegna al legittimo proprietario, cioè Mac dei Negrita, è avvenuta negli uffici della questura perugina. 

Ma la storia non finisce qui. Perché la questura di Arezzo, dove è stata depositata dai Negrita la denuncia per furto, grazie alle preziose informazioni e all'occhio dei due commercianti detective è ora sulle tracce dei banditi in fuga. Ultimo aggiornamento: 12:00 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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